Prove tecniche di giornalismo

"Il cinico non è adatto a questo mestiere: conversazioni sul buon giornalismo" Ryszard Kapuscinski
domenica, 20 aprile 2008

Il cielo sopra i bambini

foto_grande302Edoardo Gianotti

Il cielo sopra i bambini

Indagine fotografica

sullo sfruttamento minorile

nel mondo globalizzato






EdoardoGianottiLa violenza silenziosa


Intervista a Edoardo Gianotti concessa in occasione della mostra fotografica "Il cielo sopra i bambini" tenuta a Palazzo Cisterna di Torino.


Lei collabora con l'Ufficio Internazionale del Lavoro di Ginevra ad un programma per l'eliminazione del lavoro minorile nel mondo. Me ne parli.

 

Ho iniziato a collaborare al programma IPEC dell'ILO, finalizzato al sradicamento del lavoro minorile, dal 1998, essenzialmente analizzando gli effetti della globalizzazione e del passaggio dal baratto alla New Economy in paesi dell'Africa e dell'America Latina che sostanzialmente ignorano le loro potenzialità e risorse, e si adattano a svolgere lavori pericolosi e addirittura mortali. Un esempio specifico è quello delle cave di pietra della valle del Tersili in Nepal, dove gli indigeni sono costretti a lavorare senza alcuna protezione a contatto di sabbie e pietrischi altamente nocivi alla salute. E la percentuale di bambini che vi lavora è altissima, con rischio di malattie come la silicosi, ch eper gli adulti è debilitante, e per le fragili costituzioni dei bambini è nella maggior parte dei casi letale.


Come è nato il progetto della mostra fotografica "Il cielo sopra i bambini"?


Il CISV mi ha contattato per svolgere questa indagine fotografica. Inizialmente non era ancora completa di immagini. Ulteriormente in Africa e in Benin ho potuto raccogliere materiale concentrandomi più specificatamente sul traffico di bambini usati come manodopera a basso costo.


Ha già tenuto la sua mostra a New york, Ginevra, Bangkok. Ha in progetto di tenerla anche in altre città oltre che a Torino?


Certamente, a Roma e in seguito in Svizzera a Bellinzona.


Ci sono persone famose che collaborano ai suoi progetti in favore dei bambini?


Sì, numerose. Nel mio libro che accompagna la mostra, edito dalle Edizioni Angolo Manzoni, oltre a raccogliere foto, poesie e testi scritti da bambini, ci sono dediche di personaggi importanti tra cui posso ciatre Roger Moore.


Pensa che anche le persone comuni possono fare qualcosa?


Sì, indubbiamente. Essenzialmente visitando la mostra e manifestazioni dedicate al problema. L'immagine soprattutto fotografica è un veicolo molto efficace per dare una reale percezione della realtà e dei problemi. Per agire, prima bisogna conoscere, e gli strumenti per contribuire efficacemente sono alla portata di tutti.


Può spiegarsi con un esempio concreto?


Esempi ce ne sono innumerevoli. I semplici consumatori, quindi tutti noi, possono prestare attenzione agli oggetti che comprano. Non solo badando che non ci siano prodotti con il marchio OGM, ma anche pretendendo controlli e garanzie che non siano fatti da bambini. Se veramente le associazioni dei consumatori si battessero per questi fini, la loro forza sarebbe realmente incisiva.


Mi parli di lei. Come è nato il suo interesse per la fotografia e il fotogiornalismo in particolare?


E'iniziato prestissimo, inizialmente per hobby. Poi ho deciso di utilizzare questo "mio talento", diciamo creativo, per fini antropologici ed è diventato per me una professione. Innanzitutto penso che sia stata la curiosità a spingermi in questa direzione. Il non fidarmi della realtà precostituita e il desiderio di scoprire tramite la mia esperienza personale, come in realtà stanno i fatti. La fotografia lascia grande libertà, impensabile con altri strumenti di comunicazione, sia perchè rispetta la volontà di chi scatta le foto, sia perchè da una grande libertà interpretativa a chi le fruisce.


Perchè ha lasciato l'Italia?


Io vivo in Italia. Ma effettivamente lavoro più all'estero. Opero in un settore molto specializzato e credo che in alcuni paesi più che in altri ci sia più serietà e valorizzazione dei meriti.


Dove trova il coraggio per svolgere indagini obbiettivamente a volte pericolose?


Premetto che non sono una persona eccezionalmente coraggiosa. A volte il pericolo è un inconveniente inevitabile, e a volto mi trovo mio malgrado coinvolto.


Nei suoi viaggi ha conosciuto diverse realtà sia segnate dalla povertà che dal benessere. Quali pensa siano i reali mali che minano l'infanzia?


E' un errore molto comune pensare che solo in condizioni dipovertà estrema i bambini soffrano e siano vittime di abusi e ingiustizie. Non dimentichiamo che fenomeni come il suicidio infantile sono sconosciuti nei paesi in via di sviluppo mentre sono fenomeni di massa nei paesi del cosidetto benessere o meglio bene-avere. La cosa più triste da constatare è che per un bambino, in qualsiasi latitudine si trovi, non è la situazione di poer sè, in altre parole il lavoro, se parliamo delle mie immagini, la causa principale di sofferenza. Un bambino a livello emotivo, pe lo meno, èp pronto ad affrontare questo ed altro, purchè da parte di un adulto gli venga restituito dell'affetto e dell'attenzione, senza quello, che sia la vita più agiata o la più disgraziata, per la mentalità di un bambino tutto è destituito di senso.


Quali cose si devono fare per scuotere le coscienze?


Essenzialmente informare. Ci sono realtà come il traffico di bambini dal Nepal all'India, in concreto sconosciute. Il fenomeno della sparizione di bambini è così evidente che mancano intere generazioni dai 13 ai 40 anni, abbassandosi l'età dei bambini trafficati e prostituiti al di sotto dei 10 anni e quasi nessuno ne sa nulla.


I bambini non sono più "soggetti" degni di amore, ma "oggetti" di mercato. Come pensa sia possibile che una cosa così sconvolgente sia così unanimamente accettata?


Innanzitutto questo è un riflesso negativo e devastante della nostra società globalizzata. La cultura distorta dell'importanza del denaroal di sopra di tutto, porta ad una perversione ancora ppiù grande quando si tratta di infanzia. I bambini vengono tragicamenteusati come beni di consumo, sia quando ne si sfrutta il lavoro, sia quando li si usa come giocattoli sessuali, o semplicemente quando ne si ignora i bisogni primari, sovraccaricandoli di cose inutili.


Mi parli dei suoi progetti futuri.


Sicuramente cercherò di dedicarmi ai diritti dell'infanzia e ad operare a livello internazionale soprattutto negli USA dove la questione dei diritti civili è molto sentita e si possono intraprendere azioni efficaci a stretto contatto con fondazioni, rappresentanti delle camere, e ad agire anche a livello politico all'interno del Congresso.


I bambini sono sicuramente il futuro del mondo. Secondo lei il nostro mondo avrà un futuro?


Quello che è certo è investiamo molto male nel nostro futuro. Non dimentichiamoci innanzitutto che i bambini, vittime di ingiustizie e povertà, impossibilitati a giocare, studiare, costruire il loro futuro, hanno modo di vedere tramite tv, giornali etc. come sono le condizioni di vita dei cosidetti bambini ricchi, e questo non può che scatenare in loro odio  e risentimento, cause dei conflitti di domani. In poche parole, il nostro tanto citato villaggio globale, non potrà tollerare ancora a lungo una situazione di così grande squilibrio. Comunque non sono pessimista del tutto. Ho potuto constatare che anche i bambini che vivono nelle realtà più tragiche del sud del mondo, sono ancora capaci di sorridere. Ho visto molta dignità in loro e un senso della vita più vero e autentico, e soprattutto hanno conservato una dote che nei paesi ricchi e industrializzatisi è perduta: la solidarietà. Per cui in conclusione posso affermare che forse siamo ancora in tempo per fare qualcosa atta a garantire un futuro alle generazioni che verranno.

g.i.


Edoardo Gianotti laureato in Antropologia culturale, fotogiornalista dal 1994 si è dedicato a ricerche nel Sud Ovest degli Stati Uniti, specialmente presso gli Apache. Come fotogiornalista ha lavorato in Colombia alle inchieste sul narcotraffico, e collabora tuttora con il mensile Narcomafie del gruppo Abele di Torino. Negli ultimi anni ha collaborato intensamente anche con l’Ufficio Internazionale del Lavoro (ILO) di Ginevra e con uno dei suoi programmi: IPEC (International Program for Elimination of Child Labor), fornendo immagini sul tema della denuncia dello sfruttamento minorile. È membro dell’Organizzazione non Governativa Children’s Forum 21.

postato da iannoneg alle ore 12:11 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
categoria: fotogiornalismo, diritti dellinfanzia, edoardo gianotti


Chi sono

Utente: iannoneg
Sono nata in provincia di Milano nel 1969, vivo in provincia di Torino e sono laureata in Scienze Politiche "indirizzo Internazionale" con tesi di Ricerca su storia moderna e contemporanea dell'Asia.


Blog denuclearizzato

E' oggi: tutto l'ieri andò cadendo
entro dita di luce e occhi di sogno,
domani arriverà con passi verdi:
nessuno arresta il fiume dell'aurora.
Cento sonetti d’amor, XLIX -Pablo Neruda

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


Commenti recenti


Partecipano

Bottoni

  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading*volte

   

Support and Love for Sichuan Quake VictimsSupport & Love for Sichuan Quake VictimsSupport and Love for Sichuan Quake Victims

Marghambul2

Observatoire de l'affaire Yukos et du proces Khodorkovsky
Libera la Croix-Rouge en bande dessinée 

Disclaimer

Tutte le immagini presenti in questo blog sono prese liberamente dal web e quindi considerate di dominio pubblico. Il proprietario del blog si dichiara disponibile a rimuoverle nel caso ledessero i diritti dell'autore,la sensiblità di alcuni o fossero incompatibili con la tutela dei minori, allo stesso modo è disposto a indicarne gli autori, ogniqualvolta ne venisse fatta richiesta. Questo blog non è una testata giornalistica registrata in quanto è assolutamente non for profit e viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001.

Let's support children from Podmoskovny Lyceum