Il salone del libro di Torino sta aprendo i battenti ed è triste che una manifestazione culturale diventi il terreno di scontri politici.
Gli scrittori israeliani meritano o no di essere invitati ad una manifestazione culturale? Questo è il problema. Il fatto che vivano in Israele li confina ad essere testimoni e rappresentati di una politica a volte sbaglita ed estremista?
Sinceramente non so che posizione prendere, ma una cosa posso dire ed è che il dibattito cultuarale non può che fare bene sia agli israeliani che ai palestinesi. Bruciare bandiere non porta a molto il dialogo si.
Spero ci siano molti scrittori arabi e che si confrontino con gli "ospiti" israeliani. Le manifestazioni di boicottaggio seppur leggittime serviranno a poco senza un confronto diretto. Vediamo se questa occasione di dialogo avrà un futuro.
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