L' America non era pronta ad una donna al vertice.
Hillary si è arresa e ora forse giocherà in difesa come vicepresidente,
la scelta più ovvia previe discrepanze caratteriali con Obama, ma nello stesso tempo la più improbabile .
Barack e Hillary, la strana coppia, hanno troppe divergenze anche se in un certo senso si compensano e un tandem presidenziale come il loro potrebbe a parte le scintille, avere dei risvolti positivi, sempre che Barack ami avere al suo fianco un vice così competitivo che certo non assumerà il basso profilo e il suo ego non gli imponga dia ffiancarsi collaboratori più mallealbili che non lo mettano in ombra, oltre al fatto che forse la Clinton non scalpita per una tale sistemazione. Tutti gli analisti politici sanno quanto il ruolo del vice sia ingrato e frustrante.
Ora lo scontro politico si sposta tra Barack e Mccain.
Due uomini, due filosofie di pensiero, due mondi contrapposti, addirittura due generazioni a confronto: 1961 Obama vs 1936 John Mccain.
McCain è un outsider, uno strano conservatore con solidi valori cari alla destra, ma realisticamente portato ad una sua autonoma filosofia di pensiero: ha votato contro la messa fuori legge dei matrimoni gay; ha votato contro i tagli alle tasse chiesti da Bush; si è alleato con il liberal Ted Kennedy per legalizzare i 12 milioni di immigrati fuorilegge; ha definito il telepredicatore Pat Robertson, leader della destra religiosa, "un agente dell'intolleranza".
Obama è un liberal più convenzionale: un golden boy, molto fotogenico, ottimo conferenziere, disinvolto, sorridente,
ha una bella famiglia, ottimi studi, senso dell'umorismo, un background interessante. Ha vissuto sulla sua pelle cosa significa essere "diverso", cosa significa non sapere che identità assumere.
Trasforma i suoi punti di debolezza in punti di forza, ha carisma, è preparato, affatto dedito a difendere solo gli interessi dei ricchi&potenti.
L'Africa guarda all'America e in un certo senso il partito degli "afro" sparsi nel mondo considererebbe una sua vittoria una pietra miliare nella loro tormentata storia.
Non abbiamo avuto un papa "nero", cosa significherebbe un presidente americano "nero" che per giunta ha per secondo nome quello di Hussein?
Quello che è certo gli attacchi a sfondo razzista dovranno essere banditi e il luogo comune nero = povero e sfigato andrà abbandonato.
Che consigli dare ad Obama? Puntare tutto su "young is better" meno problemi di salute, più forza fisica, più memoria, più comprensione per le tematiche giovanile, più entusiasmo. Più foto in maniche di camicia e senza cravatta: chessò giocando a pallacanestro nei ghetti, facendo jogging, promuovendo la cultura, l'ambiente, la musica, assumendo il gergo giovanile, facendo chiarezza nel mondo delle bande, dando speranza ai giovani poveri ed emarginati: se c'è l'ho fatta io...
Il sogno americano dovrà far dimenticare il periodo di recessione e promuovere una nuova America: pacifista, tollerante, non demagoga, non autoritaria. Un America come terra della libertà e delle opportunità che la pianti una volta per tutte di esportare il suo stile di vita nel mondo con l'arroganza della ricchezza e della superiorità militare.
Mccain starà a guardare? Ne dubito fortemente ma siamo solo all'inizio e almeno avremo il vantaggio di ironizzare un po' sui difetti di entrambi.
Che America avremmo se Hillary Clinton diventasse il primo presisdente donna della storia di questo amato-odiato paese? Che mondo avremmo? Migliore, peggiore, non cambierebbe nulla? Bisognerebbe avere la palla di vetro per rispondere a queste domande e io non credo nella divinazione ma mi attengo ai fatti. Innanzi tutto la signora Clinton ha dalla sua l'esperienza, come moglie di un presidente sa cosa c'è dietro le quinte della politica americana, e cosa strana ha mantenuto in parte gli ideali e l'entusiasmo di quando era una giovane studentessa che sognava per sè un brillante futuro. Può ciò bastare? Non lo so ma è già tanto. Non ha l'ipocrisia o la scaltrezza di molti politici ma ciò non può che giocare a suo favore, catturando la simpatia di molti e dando lavoro ai cronisti a caccia delle sue gaffes. Da donna ho sempre sognato una donna presidente in un paese così potente come l'America, potrebbe fallire e rivelarsi mediocre o poco "autoritaria" nel senso inascolatata ma bene o male un presidente è un presidente e la Merkel in Germania non penso che sia giudicata politicamente perchè indossa tailleurs. Hillaty ha conservato un che di naif con smorfie etc...poco presidenziali...ma di sicuro sintomo che è reale, vera e gioca poco a fare la superdonna, anche questo un punto a suo favore. E' pragmatica, forse poco creativa e fantasiosa ma non è detto che questo sia un must di un buon politico. A molti risulta antipatica, ma più della Thatcher mi sembra impossibile; i latinoamericani la amano e il loro voto conta molto in America, il sudamerica ha grandi speranze riposte in lei, così come molti afroamericani che giudicano Obama troppo ingessato. Poi è una signora , cosa che negli stati del sud ha ancora un peso, in più ha cresciuto una figlia facendola sopravvivere ad una presidenza, scherzo non da poco se teniamo presente tutte le restrizioni alla libertà che hanno gli inquilini della casa "blindata" bianca. Se fossi americana il cervello mi direbbe di votare per Obama ma il cuore penso mi farebbe scegliere lei. E'una sfida, certo un azzardo forse, ma se non ci riesce lei a cambiare l'America non ci riuscirà nessuno. Forza Hillary dunque!
"Obama è favorevole alla cannabis terapeutica", questo fatto sembra il punto principale del futuro scontro con McCain nel caso vinca la candidatura democratica.
La lotta alla criminalità è per i repubblicani una priorità fondamentale e a loro avviso Barack Obama, sarebbe troppo debole contro il crimine.
Negli otto anni in cui Obama è stato senatore dell’Illinois, si è opposto alla pena di morte per le baby gang e ha sostenuto la depenalizzazione dell’uso di marijuana fatto che a loro avviso è un chiaro sintomo del suo non agire seriamente contro il crimine.
Non parliamo poi delle sue posizioni di disponibilità al dialogo con paesi come la Siria e l' Iran, come minimo lo accuseranno di essere anche un "filoterrorista", magari a causa anche della sua infanzia passata in Indonesia. 
Dunque ricapitolando i repubblicani lo dipingeranno come un Hitler "nero" nell'attesa che si faccia crescere i celebri baffetti.
Hillary almeno ha solo l'ingombrante presenza del marito ad ostacolarla, riuscirà a fargli assumere il basso profilo di un first gentleman? Questa a mio avviso è la sua più pressante priorità.
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