
Si è aperto oggi a Roma il Summit sulla crisi alimentare mondiale della FAO e molte proposte sono state fatte dai leaders mondiali, a mio avviso il problema principale che affligge il sistema va ricercato nell'esagerata indifferenza con cui si tratta il problema.
Abolire gli sprechi sarebbe di per sè già una scelta efficente, se calcoliamo quante derrate alimentari vanno sciupate per politiche assurde o proprio solo per trascuratezza, le cifre farebbero impallidire chiunque.
Porre fuori dalle logiche di mercato i beni alimentari oltre che un dovere morale verso tutti coloro che soffrono la fame è un' altra soluzione economica efficente. Basta una ciotola di riso per garantire anche il minimo stato di sopravvivenza, ed è "scandaloso" che la semplicità di questo discorso non sia compresa.
Oltre ai maggiori investimenti, alle innovazioni tecnologiche, non sarebbe male sospendere le "guerre in corso" per quanto questa soluzione sia inverosimile è sicuramente una delle cose principali da fare.
Le alluvioni, le carestie, le cavallette, possono essere eventi imprevedibili...ma le guerre sono controllabili e causano aumnenti incontrollati dei prezzi che se incidono sui beni alimentari pregiudicano la sicurezza della vita stessa.
Ci attendono grandi sfide verso il 2030, anno che dovrebbe essere uno spartiacque, tra la crisi attuale ed una leggera ripresa o un crollo definitivo dell'economia.
Le scorte esistenti se ben ditribuite sarebbero più che sufficenti al sostentamento globale, ma l'impreparazione e l'inefficenza sono due minacce che vanno considerate alla stregua del furto o dell'strafogamento di alcuni e della fame di altri.
Non è in gioco solo la giustizia, è in gioco la sopravvivenza per cui è bene riorganizzare le strutture che già ci sono rendendole migliori è più mirate.
Non è facile, ci vogliono menti capaci e fattive che sostituiscano la teoria con la realtà concreta dei singoli casi. Se ai prossimi congressi della FAO parlassero i contadini sono certa che si sentirebbe molto più buon senso.
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