In Cina è aperta da aprile una mostra a Pechino sulla storia della regione autonoma del Tibet.
Già più di 80.000 visitatori hanno potuto constatare di persona che in Cina il Tibet non è una questione tabù, è semplicemente una regione che chiede più indipendenza dal governo centrale.
La questione politica però è una minima parte del problema, con negoziati seri e ponderati si potrebbe anche in tempi brevi giungere ad un accordo, il problema maggiore risiede nella percezione che i tibetani hanno dei cinesi, visti come invasori, oppressori e limitatori della loro libertà religiosa e culturale. Così forse non è del tutto vero ma il superamento di questo ostacolo è di grande importanza per costruire un futuro pacifico tra il Tibet e la Cina.
Anche da parte cinese c'è una percezione errata della questione: il governo tibetano in esilio in India ha subito un lungo processo di democratizzazione e non va più quindi pensato come il governo teocratico dei secoli passati, visto da Pechino come arretrato e incapace di stare al passo con la modernizzazione.
Il Tibet oltre ad essere una terra meravigliosa è una regione strategica, fondamentale per lo sviluppo economico cinese, e il principio della sovranità e dell'integrità territoriale si opponongono al suo desiderio di indipendenza.
Pechino Palazzo della Cultura delle Nazionalità: da aprile al 27 luglio
Leggendo Fontamara di Ignazio Silone mi sono trovata a riflettere sulla questione più antica del mondo: chi controlla l'acqua controlla la vita.
A questo proposito si sono scritti trattati si è discusso, si sono fatte tavole rotonde ma la questione è sempre la stessa : per morire di sete bastano pochi giorni.
"Noi moriamo di sete e voi usate l'acqua per lavare le vostre auto" può un'affermazione del genere legittimare l'opposizione politca violenta e il terrorismo?
La società civile dovrebbe dire no ma se pensiamo che morire di sete è come bruciare vivi dall'interno è tutto più difficile.
Noi abbiamo i nostri bei rubinetti, l'acqua corrente per lavarci, cucinare, e molti nel mondo lottano ogni giorno per un solo bicchiere d'acqua.
Molte ingiustizie si perpetuano per questo semplice liquido incolore e insapore che serve per irrigare i campi, raffreddare le centrali nucleari, o creare energia. Un giusto controllo delle acque è il principio di un giusto andamento dell'economia.
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