Prove tecniche di giornalismo

"Il cinico non è adatto a questo mestiere: conversazioni sul buon giornalismo" Ryszard Kapuscinski
sabato, 14 giugno 2008

Mostra tibetana a Pechino: il tibet tra passato e presente

xinsrc_1720505052005141174748tibIn Cina è aperta da aprile una mostra a Pechino sulla storia della regione autonoma del Tibet.

Già più di 80.000 visitatori hanno potuto constatare di persona che in Cina il Tibet non è una questione tabù, è semplicemente una regione che chiede più indipendenza dal governo centrale.

La questione politica però è una minima parte del problema, con negoziati seri e ponderati si potrebbe anche in tempi brevi giungere ad un accordo, il problema maggiore risiede nella percezione che i tibetani hanno dei cinesi, visti come invasori, oppressori e limitatori della loro libertà religiosa e culturale. Così forse non è del tutto vero ma il superamento di questo ostacolo è di grande importanza per costruire un futuro pacifico tra il Tibet e la Cina.  

xin_42205050116377341204019tibghAnche da parte cinese c'è una percezione errata della questione: il governo tibetano in esilio in India ha subito un lungo processo di democratizzazione e non va più quindi pensato come il governo teocratico dei secoli passati, visto da Pechino come arretrato e incapace di stare al passo con la modernizzazione.  

Il Tibet oltre ad essere una terra meravigliosa è una regione strategica, fondamentale per lo sviluppo economico cinese, e il principio della sovranità e dell'integrità territoriale si opponongono al suo desiderio di indipendenza.

Pechino Palazzo della Cultura delle Nazionalità: da  aprile al 27 luglio

postato da iannoneg alle ore 05:33 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: cina, acqua, tibet, buddismo, dalai lama


lunedì, 12 maggio 2008

L'acqua vale più del petrolio?

oil companyLeggendo Fontamara di Ignazio Silone mi sono trovata a riflettere sulla questione più antica del mondo: chi controlla l'acqua controlla la vita.

A questo proposito si sono scritti trattati si è discusso, si sono fatte tavole rotonde ma la questione è sempre la stessa : per morire di sete bastano pochi giorni.

"Noi moriamo di sete e voi usate l'acqua per lavare le vostre auto" può un'affermazione del genere legittimare l'opposizione politca violenta e il terrorismo? lifewaterLa società civile dovrebbe dire no ma se pensiamo che morire di sete è come bruciare vivi dall'interno è tutto più difficile.

Noi abbiamo i nostri bei rubinetti, l'acqua corrente per lavarci, cucinare, e molti nel mondo lottano ogni giorno per un solo bicchiere d'acqua.

Molte ingiustizie si perpetuano per questo semplice liquido incolore e insapore che serve per irrigare i campi, raffreddare le centrali nucleari, o creare energia. Un giusto controllo delle acque è il principio di un giusto andamento dell'economia.

postato da iannoneg alle ore 12:48 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: acqua


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Utente: iannoneg
Sono nata in provincia di Milano nel 1969, vivo in provincia di Torino e sono laureata in Scienze Politiche "indirizzo Internazionale" con tesi di Ricerca su storia moderna e contemporanea dell'Asia.


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entro dita di luce e occhi di sogno,
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