di Mikhail Sergeyevich Gorbachev
Leggo che la guerra in Iraq è già costata 3 trilioni di dollari. Qualcuno dice 5. Tre mila o cinquemila miliardi di dollari.
Leggo che, se continuiamo a vomitare nell'atmosfera terrestre, ai ritmi attuali, milioni di tonnellate di anidride carbonica per altri dieci anni ( ma è bene che si sappia che in realtà noi stiamo aumentando questo flusso)non riusciremo più a contenere, in questo secolo,l'aumento della temperatura dell'atmosfera entro i due gradi centigradi.
Il che a sua volta provocherà catastrofi climatiche, ambientali, agricole,alimentari che produrranno- dicono gli esperti delle Nazioni Unite- migrazioni di massa di centinaia di milioni di individui, che saranno costretti a fuggure dalle loro regioni inondate dal mareche crescerà di livello o desertificate dal sole, verso aree dove sarà ancora possibile bere acqua potabile e mangiare qualcosa.
Leggo che la domanda di energia stà già ora sopravanzando le nostre capacità di estrarla dalla terra e che tra cinque o sei anni il petrolio che la sola Cina cercherà spasmodicamente sul mercato sarà superiore alla quantità che il mercato offre.
Leggo, e so, che la spesa per produrre nuove armi, incluse quelle atomiche, si sta moltiplicando e si sta moltiplicando a ritmi superiori a quelli della guerra fredda, dalla quale tentai di far uscire il mondo.
Alla luce di queste cifre mi è moolto chiaro a cosa potrebbero servire quelle armi. I più forti pensano di prepararsi alla guerra per consentire a se stessi e ai più ricchi (le due categorie sono in realtà una sola) di mantenere le loro ricchezze e continuare a bere, a mangiare, a esistere.
Ricordo che, quando cominciai il tentativo di riformare l'Unione Sovietica, pensai che la perestrojka ( parola russa che in italiano significa " ricostruzione" )dell'Urss non sarebbe bastata: pensai che sarebbe stata necessaria una perestrojka per il mondo intero.
Invece non c'è stata nessuna perestrojka. Gli Stati Uniti hanno pensato di aver vinto e si sono considerati i padroni. Sono trascorsi 23 anni e il mondo ha continuato a correre verso la distruzione, facendo guerra alla natura. Questo significa che abbiamo proseguito una guerra contro noi stessi, alimentando uno sviluppo insensato che, ormai, è diventato palesemente impossibile a mantenersi.
Nel 1972 il Club di Roma avvertì il mondo che la politica e la scienza avevano quarant'anni di tempo per porre rimedio. Ma nessun rimedio è stato affrontato. E non abbiamo neppure pensato di costruire istituzioni internazionali in grado di prendere le decisioni necessarie mediante consenso e con procedure democratiche.
Leggo che basterebbe una piccola parte di quei tremila miliardi di dollari per salvare milioni di individui dalla morte certa nei prossimi decenni. Ed è evidente che non ci potrà essere pace nemmeno per noi, che ancora possiamo mangiare e bere, se questo diritto vale- il primo dei diritti umani- sarà loro negato. E' per questo dico: fermiamoci. Almeno un attimo, a riflettere.

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