E' di oggi la notizia che Khedroob Thondup ha ricevuto qualche settimana fa da un alto funzionario cinese l'invito per il Dalai Lama a partecipare ai giochi olimpici di Pechino 2008.
Il capo religioso del buddismo tibetano non si è mai dichiarato contrario ai giochi olimpici visti come un'occasione di incontro, una festa dello sport che avvicina i popoli e non li divide nonostante gli scontri che hanno accompagnato la vigilia di quest'avvenimento. 
Se accettasse l'invito sarebbe un grande passo avanti che auspicherebbe mosse distensive come la liberazione dei prigionieri, la discussione su maggiori autonomie nel quadro dei rapporti già instaurati e magari il rientro in Tibet del governo ora in esilio dopo le tensioni del marzo scorso quando a Lhasa si sono verificate manifestazioni anticinesi seguite da un deciso intervento di Pechino.
Il buddismo è una religione che trasmette un profondo messaggio di pace e molti funzionari cinesi seguono i suoi dettami per cui è evidente che il Dalai Lama accetterà se saranno garantite le condizioni necessarie.
La libertà religiosa è una questione delicata ma è di sicuro un terreno su cui si può instaurare un discorso più ampio che potrebbe comprendere anche questioni come i diritti umani, i diritti delle minoranze, la libertà di coscienza.
Il buddismo tibetano trova più ostacoli alla sua diffisione perchè è una teocrazia ovvero il capo religioso è nello stesso anche il capo politico del Tibet, fatto che pone in essere un conflitto di sovranità tra stato cinese e regione del Tibet. Vedremo Sua Santità che scelta adotterà.

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