
"Il presidente Ahmadinejad non ha chiesto incontri né con le autorità italiane né con il Papa, prenderà solo parte al vertice della FAO" ha riferito il portavoce del governo di Teheran, Gholam-Hossein Elham.
L'unico appuntamento confermato, oltre ai lavori del vertice FAO previsti dal 3 al 5 giugno, sembra essere l' incontro di Ahmadinejad con rappresentanti di grandi aziende italiane, promosso dall'Ambasciata Iraniana a Roma e dalla Camera di commercio italo-iraniana per il pomeriggio del 3 giugno.
La Giornata nazionale del malato oncologico inizia il 31 maggio 2008 alle ore 10 nell’aula San Raffaele dell’Istituto scientifico Universitario San Raffaele IRCCS a Milano.
Si conclude domenica primo giugno, intorno alle 13, sulla Spianata del Buon Samaritano con la consegna dei “cedri d’oro”.
Ieri ho visto al cinema il film Gomorra in concorso al Festival di Cannes e in tutta sincerità l'ho trovato un buon film.
Buono nel senso di onesto, moderato e niente affatto violento. A dire il vero mi aspettavo più "violenza" dato il tema e con questo termine non intendo solo morti ammazzati, ma linguaggio, immagini, filosofie di vita dei personaggi.
La scena che mi è parsa più significativa oltre al ragazzo che si allontana a piedi in autostrada dopo la sua dichiarazione di indipendenza " io sono diverso da te" e stata quella forse poco celebrata della tigre di maolica con le sue fauci e poi il passaggio allo sbadiglio della signora anziana a richiamare il tema.
Invecchiare a Napoli non deve essere facile ed è buffo perchè dal poco che la conosco è una città solare, piena di cultura, crocevia di ingegni e di laboriosità. E' la terra delle mie vacanze, conosco Salerno, Procida, Agropoli, Nocera Inferiore e in tutti i miei ricordi non ho mai visto uno spacciatore per ironia della sorte ne ho più visti a Torino dove vivo.
Recitato in napoletano da attori coraggiosi che ci hanno messo la faccia avrei evitato i sottotitoli ma forse per qualcuno il napoletano è arabo. Cosa non mi è piaciuto? Non saprei forse avrei dato più spazio alla gente per bene di Napoli velatamente presente nel padre cha lavora all'ospedale e non trova lavoro per il figlio, la madre con il marito in carcere che non vuole perdere il figlio vedendolo ripercorrere gli stessi errori del genitore, il ragazzo che dice "non ci sto" e pianta in asso l'uomo di successo esperto in stoccaggio di rifiuti tossici, il sarto che preferisce fare il camionista e vede in tv un suo modello d'alta moda in dosso ad una star e sorride.
Ho riconosciuto le musiche di Gigi d'Alessio, e ho sorriso pensando a come è difficile cantare canzoni d'amore in un mondo dominato così tanto dal "non amore".
La scena finale dell'esecuzione dei due ragazzi che poi termina con la ruspa che se li porta via mi ha colpito per il fatto che per ucciderli ci siano voluti tre, quattro, cinque uomini armati quando quei due erano innoqui quanto due pulcini...Non so, le regole del crimine organizzato stanno cambiando e in peggio. Una volta senza droga, donne e bambini non venivano toccati , oggi servono di lezione, bisogna fare punti, uccidere per sopravvivere e mentre i poveri si uccidono i capitali vengono investiti in imprese "oneste": questo a mio avviso è il motivo che ha reso l'autore del libro da cui è tratto il film così inviso.
Ho pensato a Scarface,
al Padrino, al giorno della civetta, ai classici film d'impegno contro le mafie e sebbene odi questa parola e la sostituirei con "guerra dei poveri per la sopravvivenza" mi sono trovata davanti all'imperativo morale di pormi delle domande. Io per i miei studi ho affrontato i temi legati alle mafie cinesi del XX secolo e penso che per Napoli ci sia speranza. Anche il più feroce mafioso penso voglia per il figlio un destino diverso che uccidere ed essere ucciso, bisogna dargli un' alternativa, un incentivo alla legalità, la forza di rinunciare a faide e denaro facile per veri valori.
Non credo ai luoghi comuni, i "mafiosi" sono uomini non animali e con questo non mi sogno minimamnete di difenderli o di trovare attenuanti ai loro atti criminosi ma è un fatto che nelle loro guerre fratricide sono loro a morire, sono loro a pagare il prezzo più alto, vivono vite d'inferno senza riscatto, vedono i loro cari trucidati, sono schiavi di leggi spietate e altri si godono i frutti del loro dolore...non è giusto...
Se posso aggiungere un tocco ironico finale in tanto cupo pesimismo..il gioco di parole Gomorra /Camorra mi ha fatto venire in mente Murakami quando prende in giro la jakuza, ben più violenta e spietata della mafia napoletana, a mio avviso ma è solo un opinione personale, non trovando che una classifica tar le mafie più violente abbia un senso, e mi sono detta sì c'è speranza, i giovani capiranno, i giovani avranno il coraggio di dire basta.
Il tema dell’economia in Gandhi
Tendenzialmente, come molti economisti, riteneva che la debolezza economica fosse causa di squilibri e di danni anche per le parti ricche e prospere della società. Gandhi analizzò due stadi di debolezza economica, la “povertà” che consente una vita decorosa pur privi di mezzi e la “miseria” che degenera in denutrizione e morte.
La povertà genera violenza. Questa semplice legge aiuta a capire come per far finire la logica della guerra sia necessario un cambiamento sociale e un rinnovamento economico con una più equa ridistribuzione dei beni opponendosi alla logica dell’avidità e della sopraffazione. Ogni guerra nasce, si sviluppa, termina per motivazioni economiche.
Qualsiasi altra causa apparente è solo illusione. La retorica nazionalista, il nemico come essere malvagio, l’odio su base etnica sono tutte false apparenze che mascherano il desiderio di accaparrare materie prime, depredare, togliere con l’uso della forza agli altri beni che a noi sembrano vitali. Tutto un gioco di specchi che ha per motore la paura, della morte e della sofferenza.
Questa paura genera più morte e sofferenza di quanta ne esisteva precedentemente e invece di attenuare la povertà l’accresce. Le armi sono oggetti che di per sé tendono ad essere distrutti, le persone in guerra non producono beni, non lavorano i campi, non costruiscono, non sono fattori produttivi di nessuna economia.
I morti che le guerre lasciano dietro di sé anch’essi non sono fattori produttivi, per cui da un semplice discorso logico e sterilmente scientifico, la guerra è un grave male economico. Distrugge le infrastrutture, rallenta i cicli produttivi dei tempi di pace, crea un meccanismo di vendetta ed odio che innesca all’infinito nuovi focolai di crisi. La cinica affermazione che dopo una guerra ci sono meno bocche da sfamare non trova riscontro se si analizza che nei periodi di guerra il tasso di natalità tende a crescere piuttosto che a diminuire.
Concetto di economia ecologica
Per molto tempo, specialmente in passato, la questione ecologica è stata trascurata finché non si è globalizzata ovvero ci si è accorti che alcuni danni ambientali come l’effetto serra erano causati dalla somma di tante emissioni di gas nocivi provenienti da diversi paesi che fino a quel momento non si erano affatto posti il problema che danneggiando gli altri danneggiavano loro stessi.
Quando un fenomeno acquista dimensioni simili è difficilmente ignorabile e necessita di soluzioni eque e sostenibili ponendo anche un forte principio di responsabilità verso le generazioni future che potrebbero nascere malformate, o non nascere più del tutto.
. L’impatto ambientale non è ancora un costo ma è già una voce importante nei bilanci di molte aziende, sgravi fiscali, agevolazioni, pubblicità positiva sono legate a quelle aziende che mantengono uno standard alto di diminuzione del disagio ambientale e di tecniche anti inquinamento. Sembra strano che proprio Gandhi precorrendo i tempi iniziò a parlarne e a teorizzarlo, ma il concetto di economia ecologica iniziò a diffondersi grazie a lui.
Il fenomeno della globalizzazione così attuale nel mondo contemporaneo aveva per Gandhi un alto contenuto mitico. I miti da sempre consentono di riprodurre sempre lo stesso modello e sono spesso fondamentali nell’immaginario comune. La presunzione di costruire un’ economia globale genera errori globali. Errori non correggibili perché mancano di razionalità. A contribuire alla diffusione del concetto di globalizzazione oggi senz’altro è stata l’evoluzione dei sistemi di informazione.
Al giorno d’oggi infatti l’informazione ha assunto un ruolo fondamentale nel sistema economico. Lo sviluppo tecnologico, la velocità di diffusione delle notizie, l’opinione pubblica sempre più preparata e documentata e difficilmente manovrabile e strumentabilizzabile, hanno rivoluzionato il concetto stesso di telecomunicazioni. Un fatto che accade nella lontana Cina può essere comunicato in tempo reale in qualsiasi angolo del mondo generando analisi, valutazioni, curiosità. Il classico villaggio globale non è più un utopistico artificio concettuale è una realtà quotidiana.
In conclusione il paradigma gandhiano ci invita a compiere senza costrizione una scelta di semplicità volontaria e ci ricorda che anche un sistema economico può essere ispirato alla non violenza come nel caso dell’economia no profit.
La mia migliore amica dei miei 11 anni si chiamava Anna Frank. Leggengo il suo diario scritto alla sua immaginaria Kitty provai la sensazione che si rivolgesse espressamente a me o meglio che il tempo non esistesse e un senso di continuità e comunione ci unisse.
Per me è stata davvero un' amica nel senso più vero del termine. Ho imparato molto da lei e cose del tutto inattese dato e considerato il triste esito della sua breve vita. Ho imparato l'allegria, l'ironia, e l'amore per la scrittura.
Ormai sono passati molti anni e la copia del suo diario è un po' sgualcita e da anni non ne sfoglio le pagine ma il ricordo di questa strana amicizia è ancora forte. Gli anni delle medie sono anni difficili, si passa dall'infanzia all'adolescenza e degli adulti non si ha grande stima nè fiducia, un coetaneo a volte può fare miracoli e per me Anna è stata una guida.
Anni dopo studiando la storia mi sono trovata a studiare anche il periodo storico in cui visse e ad analizzare gli errori e gli orrori delle idologie, nel senso di idolatrie. Adorare un essere diverso da Dio, come Adolf Hitler, o Stalin o Paperino porta alla catastrofe e la shoa in un certo senso non è che la conseguenza di questo.
Chi adora ciò che non è Dio può compiere qualsiasi atrocità. Grazie ad Anna non ho mai pensato che un popolo come quello tedesco avesse in sè il germe della follia, tutti gli esseri umani sono vittime degli stessi mali e se mi chiedessero se provo odio per i grandi dittatori della storia direi in tutta sincerità di no.
L'odio non mi appartiene, nè la vendetta, ho poca memoria per certe cose ma ricordo le cose belle, questo sì, ricordo quello che basta ad essere felici in questo mondo dove la felicità è un lusso tropppo raro. Se avete figli adolescenti, consigliategli di leggere il Diario di Anna Frank credo sarà per loro un grande sostegno anche nella loro vita di adulti.

«Mi appello in modo particolare ai tibetani», ha dichiarato il Dalai Lama, «non devono distruggere la torcia. Ho sempre affermato, fin dall'inizio, il nostro pieno appoggio ai giochi olimpici. la torcia olimpica è parte di questi e dobbiamo proteggerla».

Marilyn Monroe:.

Grace Kelly:.

Audrey Hepburn:.

La Piazza Rossa di Mosca con la sua meravigliosa basilica di San Basilio o le mura imponenti del Cremlino faranno da sfondo ad una grande festa legata al calcio e allo sport.
Stasera grande atto finale della massima rassegna calcistica per club europea con più di 50mila tifosi inglesi attesi in un invasione pacifica sembra senza precedenti.
La presenza in finale del Chelsea del russo Roman Abramovich ha fatto lieviatare i prezzi dei biglietti ma l'entusiamo e la festa è assicurata chiunque vinca.
L'anno dello Tsunami in Indonesia decisi di occuparmi di adozioni a distanza per mandare un aiuto tangibile nel mio piccolo, molto piccolo. Così contattai Don Arturo Lorini, il responsabile del progetto di adozioni a distanza dei salesiani di Milano, e decisi di sottoscrivere una delle sue adozioni in favore di una bimba indiana ( la foto è stata presa in internet e non si riferisce a Deepa) che vive nella regione Tamil e di cui ho una foto e so il nome suo e della città in cui vive.
Che dire il primo anno era in prima elementare e non posso comunicare con lei in alcun modo ne tramite lettera, ne via internet ne andandola a trovare di persona ma non ostante tutti questi divieti sono felice lo stesso. Forse un giorno quando sarà maggiorenne e avrà un lavoro potrà viaggiare e venirmi a trovare. Sarebbe bello.
Non ho un lavoro stabile perciò non ho liquidi a disposizione spesso ma le opzioni sono due o una quota annuale di 160 per solo vitto o di 260 per vitto , scuola e assistenza sanitaria. Farà sorridere ma per me 260E più di 500 mila delle vecchie lire sono come 260 mila dollari per qualcuno ...però i soldi sono solo numeri quindi crepi l'avarizia e buttiamoci in questa impresa.
Certo un genitore non a distanza a vicinanza direi spende ben più di 260 euro all'anno per un figlio e io per giunta non ho oneri non devo portarla dal pediatra se ha la febbre, controllare che studi,mangi , sia felice, sgridarla se fa i capricci ammesso che le bimbe indiane li facciano. So ben poco di Deepa ma posso dirvi che sembra una piccola principessa. Io sono una grande appassionata di Salgari e la mia Deepa non sfigurerebbe in una delle sue storie avventurose.
Adesso con lo tsunami in Birmania e il terremoto in Cina temo ci sia bisogno di nuovi genitori e spero tramite questo mio post che qualcuno in più si trovi. Essere genitori è una buffa cosa si deve dare sempre senza pretendere mai niente in cambio..è una buona scuola...per chi lo è già o per chi lo diventerà in futuro.
http://www.vislombardia-adozionisalesiani.it/
Per informazioni: Don Arturo Lorini
e-mail: alorini@salesiani.it
Prendiamo il caso della Yukos Oil Company e del suo fondatore. Mikhail Khodorkovsky è un personaggio sicuramente controverso che nel "far est" post dissoluzione ex Ussr ha dominato l'economia in un ambito si può dire strategico. L'economia si regge sull'energia: l'energia muove le macchine, il riscaldamento, l'energia rende il nostro mondo "moderno" senza, torneremo nel medioevo in breve tempo.
Khodorkovsky non è certamente un santo. Chi controlla capitali e per giunta così tanti non può non conoscere le regole dell'economia che spesso si basano su avidità e oppressione.
Mikhail Khodorkovsky aveva anche dei pregi: aveva offerto agli impiegati della Yukos le condizioni di lavoro migliori della Russia. Le attività umanitarie e la sua fondazione «Russia aperta» lo definivano come un filantropo. In un mondo popolato da un lato da oligarchi corrotti e dall'altro da funzionari del governo che combattono gli affaristi senza scrupoli che ruolo gioca Khodorkovsky?
Perchè le sue abilità menageriali, la sua inteligenza, il suo coraggio vengono sprecati così?
Si dice che figuri al primo posto nel libro nero di Putin, ma considerato anche che si dice pure che i suoi nemici abbiano breve vita perchè Khodorkovsky è ancora vivo?
Sentendosi minacciato, Khodorkovsky non è fuggito, ha scelto di difendersi in Russia e ora passa i suoi giorni in attesa della scarcerazione e sorretto da un grande credito internazionale.
Movimenti di solidarietà lo equiparano a Sacharov e in un certo senso ne fanno una specie di divo, un eroe che si oppone al sistema e ora privo di tutte le sue ricchezze è pronto a tornare per ricrearsele magari in America.
La Mosca di oggi assomiglia alla Chicago degli anni Trenta, secondo alcuni, quando Al Capone e i suoi imperversavano arbitrariamente.Le auto blindate sono innuemerevoli, le scorte, a volte veri e propri eserciti personali, pure. Uscire in strada la mattina per andare al lavoro può cosatare la vita, si spara per le strade, i giornalisti muoino, l'alcolismo è una piaga sociale considerato che si pasteggia a grandi alcolici e la violenza è una mercie molto diffusa.
Prostituzione, spaccio, traffico d'armi sono tutte attività assai diffuse e il mantenimento dell'ordine è tenuto da teste di cuoio con l'incarico di sparare a vista.
Tutti questi mafiosi o pseudo mafiosi muovono le loro fila per mantenere nel lusso eserciti di donne dalla carta di credito facile, che come cavallette saccheggiano i grandi negozi di gioielli, vestiti, beni di lusso. Questa è la Russia oggi, degli ideali del socialismo resta ben poco e i più deboli muoino per strada senza assistenza, i ragazzi di strada si moltiplicano ogni giorno e la speranza è un bene molto scarso.
Ma qualcosa sta cambiando. Le chiese sono sempre più frequenatate, la fede sta tornando, movimenti ecologisti e pacifisti stanno rafforzandosi e Gorbaciov si sta operando a sensibilizzare la Russia e il mondo sui danni di un capitalismo sfrenato e senza regole. A volte le proprie esigenze personali sono nulla difronte al bene di tutti, si può rinunciare a tutto anche all'amore se necessario perchè tenimaolo sempre presente la "pace è più importante".
30 gennaio 2002 
Domani 21 maggio 2008 la Prima sezione penale della Cassazione deciderà dei prossimi 16 anni di vita di Annamaria Franzoni. In aula ci saranno i suoi legali Paolo Chicco e Carlo Federico Grosso. Il verdetto è atteso in serata e porrà la parola "fine" ad un caso che ha diviso l'Italia tra innocentisti e colpevolisti. Io non mi schiero nè con gli uni nè con gli altri per il semplice fatto che sono i giudici e le corti a stabilire le sentenze e non l'opinione pubblica.
Gli scenari possibili sono due o Annamaria Franzoni ha ucciso suo figlio o Annamaria Franzoni non ha ucciso suo figlio. Questo processo così mediatico e che coinvolge una donna ed una madre ci ha posto difronte a qualcosa di profondamente drammatico. Può una madre uccidere? Le statistiche dicono di sì. In tutto il mondo ci sono casi in cui madri si rendono colpevoli di infanticidio ma la maggior parte delle volte confessano la loro colpa perchè un peso simile negato è un macigno che è umanamente impossibile da sopportare.
Annamaria si professa innocente, dicono che soffre di amnesia, disturbi mentali, dicono che è colpevole anche se non ci sono prove irrefutabili che abbia commesso sul serio questo delitto, efferato perchè le modalità sono agghiaccianti, un figlio si può soffocare, avvelenare, ma quale madre ucciderebbe suo figlio colpendolo violentemente al capo così tante volte che contarle già di per sè sembra un' azione inumana.
Se è colpevole va curata e non certo rinchiusa in un carcere se è innocente non so immaginare prova peggiore da affrontare nella vita per un essere umano. Dicono che una madre muoia il giorno che muore suo figlio, e io penso che domani i giudici dovranno tenere presente questa semplice regola di buon senso.
Condanna peggiore della morte del suo bambino nessun tribunale umano potrà darla, potranno torglierle 16 anni di libertà questo sì, privare i suoi figli della sua presenza e vicinanza. Non invidio quei giudici, nè invidio gli avvocati che in questo processo si sono trovati davanti tanti dubbi e scrupoli morali.
Domani parleranno i fatti, le testimonianze, anche se "Nessuno puo' essere condannato se manca la prova certa della sua colpevolezza" e se domani questo semplice principio fondamentale di diritto sarà violato sarà un giorno ben triste per tutti noi.
Daniel Craig
e la sua fidanzata Satsuki Mitchell sono in Italia?
Secondo la tabella di marcia della produzione di Q.S. sembrerebbe che in questi giorni le riprese del film sullo oo7 più famoso del mondo dovrebbero avvenire sul lago di Garda.
Le date sono state fissate da lunedi' 19 a mercoledi' 21 maggio. Le sue fans sono avvisate e disturbare la sua privacy è anche l'unico modo per farlo arrabbiare sul serio.
Mr Craig
ha inoltre espresso pubblicamente in un' intervista la sua speranza che Amy Winehouse possa comporre le musiche del film.
Sembrerebbe che già esista un misterioso demo per "Quantum of solace" di Amy e il primo teaser trailer dovrebbe arrivare nelle sale già ai primi di luglio.
Non vedo l'ora e sono molto curiosa speriamo che abbia unito un pizzico di jazz e blues al solito schema musicale al quale siamo abituati!
Il primo grande incontro tra la cultura occidentale e la Cina avvenne sotto la dinastia Ming ma prima di notare un influsso diretto del pensiero occidentale sul pensiero cinese bisogna aspettare la dominazione mancese, durante la quale cominciò la traduzione delle grandi opere occidentali in cinese grazie alle quali i letterati confuciani iniziarono a confrontarsi con il pensiero occidentale.
La traduzione in cinese delle opere di Montesquieu, Thomas, Hamilton, Dickens, Tolstoj, solo per citare alcuni autori, furono molto apprezzate dagli intellettuali cinesi, e bene o male incisero nelle loro coscienze, modificando anche solo in parte il loro pensiero. Inoltre questo incontro diede impulso ai primi viaggi di studio di letterati cinesi che uscirono dai confini del loro paese per visitare l’occidente e per approfondire la conoscenza di questa cultura.
La lentezza con cui queste due culture vennero in contatto è significativa se pensiamo che solo nel 1861 fu fondata a Pechino una scuola ufficiale di lingue straniere. Prima di allora, infatti, seguendo una politica isolazionista, si tendeva ad escludere ogni contatto con gli occidentali. Da questo momento in poi si capì che questa tendenza era insostenibile e controproducente e per ottenere una posizione paritaria essenzialmente sul piano diplomatico della concordazione dei trattati, era indispensabile conoscere approfonditamente le lingue straniere focalizzando che il grande ostacolo che rendeva difficile i rapporti tra i cinesi e gli occidentali era la comunicazione.
A dire il vero la condizione femminile non era certo al centro degli interessi degli occidentali che ebbero i primi contatti con i cinesi, pur tuttavia inevitabilmente il pensiero occidentale, sia cristiano che illuminista, influenzò in modo considerevole il pensiero confuciano cinese nella rivalutazione della donna.
Grande autorevolezza in questo processo di dialogo la ebbero i missionari cristiani, senz’altro gli occidentali più istruiti, per lo più gesuiti, e non dimentichiamo che i maggiori illuministi occidentali provenivano proprio dalle loro scuole dove avevano imparato a rivalutare il pensiero razionale combattendo in ogni modo superstizioni e arbitri e non ostante il fatto che non la loro più grande preoccupazione fosse proprio quella di non minacciare l’ordine pubblico il concetto stesso di uguaglianza di tutti gli uomini, fortemente sostenuto grazie alla predicazione dei missionari protestanti, era in sé una affermazione sacrilega e anarchica nella complessa e coesa società cinese.
La tesi cristiana dell’uguaglianza minacciava dall’interno il sistema poiché l’intero complesso di norme che regolavano la condotta, la morale, la politica se vogliamo fin anche gli stessi rapporti famigliari, era basato sul concetto di disparità tra inferiore e superiore e su questa ripartizione dei ruoli dipendeva l’ordine pubblico.
E’ importante capire che dal punto di vista cinese, ponendo sullo stesso piano anche solo morale sudditi e imperatore, donna e uomo, si compiva un atto profondamente sovversivo che minava la piramide sociale e ne costituiva il fondamento della sua dissoluzione.
Oltre al concetto di uguaglianza anche la poligamia, fermamente avversata dai missionari soprattutto nel XIX secolo, fu un ostacolo al dialogo, infatti questa usanza principalmente diffusa tra le classi alte contrastava in modo radicale con la sacralità e unicità del matrimonio cristiano.
Un altro tema dibattuto fu il fatto che molti missionari si opposero alla fasciatura dei piedi delle donne, nelle classi alte unicamente cinesi Han, ritenendola una pratica barbara e inumana, che oltre alla mutilazione in se, limitando la mobilità di queste donne, ne accentuava lo stato di soggezione. Oltre a ciò i missionari accolsero nelle loro scuole, nei loro orfanotrofi, senza fare alcuna distinzione , sia bambini che bambine, educandoli nello stesso modo, insegnando alle donne che la prostituzione era una pratica degradante e non doveva essere accettata come di fatto lo era nella società cinese.
Concetti come la parità dei sessi, la libertà di pensiero e di critica ebbero una portata rivoluzionaria e gettarono lo scompiglio nell’immobilismo del pensiero cinese e gettarono nello stesso tempo la base di quel grande cambiamento intellettuale ed etico, prima che politico, che trasformò la Cina, da un paese quasi ancora medioevale ed arcaico, in un paese moderno.

IF you can keep your head when all about you
Are losing theirs and blaming it on you,
If you can trust yourself when all men doubt you,
But make allowance for their doubting too;
If you can wait and not be tired by waiting,
Or being lied about, don't deal in lies,
Or being hated, don't give way to hating,
And yet don't look too good, nor talk too wise:
If you can dream - and not make dreams your master;
If you can think - and not make thoughts your aim;
If you can meet with Triumph and Disaster
And treat those two impostors just the same;
If you can bear to hear the truth you've spoken
Twisted by knaves to make a trap for fools,
Or watch the things you gave your life to, broken,
And stoop and build 'em up with worn-out tools:
If you can make one heap of all your winnings
And risk it on one turn of pitch-and-toss,
And lose, and start again at your beginnings
And never breathe a word about your loss;
If you can force your heart and nerve and sinew
To serve your turn long after they are gone,
And so hold on when there is nothing in you
Except the Will which says to them: 'Hold on!'
If you can talk with crowds and keep your virtue,
' Or walk with Kings - nor lose the common touch,
if neither foes nor loving friends can hurt you,
If all men count with you, but none too much;
If you can fill the unforgiving minute
With sixty seconds' worth of distance run,
Yours is the Earth and everything that's in it,
And - which is more - you'll be a Man, my son!
In occasione dell'anniversario per i 60° dello stato di Israele, Bin Laden ha fatto pervenire un suo messaggio e si è espresso con determinazione minacciando Israele e gli stati che l'appoggiano.
La questione palestinese è senz'altro un campo minato ma la maggior parte della responsabilità di questo stato di cose spetta all'ONU che ha garantito sì agli ebrei una patria, in terra santa, terra che dai tempi tempi più antichi appartenne a questo popolo, ma ha ignorato colpevolmente lo stato dei paelestinesi, privandoli di diritto di un ente che difendesse il loro stesso esistere, non provvedendo ad equi indennizzi per le terre espropriate, confinandoli in campi profughi sparsi per tutto il Medio Oriente.
Non si fa giustizia perpetuando un' ingiustizia, e se lo stato d'Israele è destinato a finire, oltre ad essere un danno incalcolabile per la democrazia, sarà anche un chiaro segnale che non tutti gli stati che si atteggiano a difensori di Israele lo sono sul serio.
Solo Hamas finora ha fermato la diffusione di Al Qaida in Palestina, e senz'altro ai palestinesi trovarsi un difensore di ufficio come Bin Laden procurerà più danni che altro accrescendo il falso e terribile luogo comune che vede in ogni palestinese un terrorista. 
Sebbene in Libano rami di Al Qaida hanno ingaggiato l'estate scorsa una insurrezione armata poi repressa nel sangue dall'esercito libanese alcune cellule si sono sviluppate tra insinuandosi tra la faida continua esistente tra le due principali forze politiche palestinesi, Fatah e Hamas.
Tutta questa storia di violenza e di morte finirà solo il giorno in cui l'ONU deciderà finalmente di intervenire dopo la sua latitanza che dura dal lontano 1948. Forse un parlamento congiunto israele/palestina per molti è utopistico, ma sicuramente i palestinesi nesessitano di uno stato e finchè non l'avranno la loro causa sarà utilizzata come pretesto da chiunque voglia fare della violenza e del terrore un lecito strumento politico.
Sembra incredibile ma Oscar Pistorius
soprannominato "The fastest thing on no legs" è riuscito a vincere le Olimpiadi prima ancora di gareggiare; potrà infatti partecipare alle Olimpiadi e competere con i cosiddeetti normodotati come espressamente da lui voluto.
Il 21enne campione sudafricano,corre grazie a particolari protesi in fibra di carbonio .
«Spero che questa sentenza zittisca le folli teorie sul fatto che gareggio con un vantaggio sleale» ha detto «In tutti questi mesi ho cercato di assicurare a tutti i disabili una possibilità di competere con i normodotati ora posso concentrarmi sul tentativo di qualificarmi alle Olimpiadi».
Certo la vera vittoria la potrà ottenere il giorno in cui si parlerà di lui per il suo valore di atleta e non per il tipo di carbonio con cui sono fatte le sue protesi, ma è già un passo avanti considerate le sofferenze e gli ostacoli che le persone con handicap simile al suo devono affrontare.
Probabilmente non vincerà nessuna medaglia nè salirà nei gradini più alti del podio ma già partecipare lascerà il segno.
"Obama è favorevole alla cannabis terapeutica", questo fatto sembra il punto principale del futuro scontro con McCain nel caso vinca la candidatura democratica.
La lotta alla criminalità è per i repubblicani una priorità fondamentale e a loro avviso Barack Obama, sarebbe troppo debole contro il crimine.
Negli otto anni in cui Obama è stato senatore dell’Illinois, si è opposto alla pena di morte per le baby gang e ha sostenuto la depenalizzazione dell’uso di marijuana fatto che a loro avviso è un chiaro sintomo del suo non agire seriamente contro il crimine.
Non parliamo poi delle sue posizioni di disponibilità al dialogo con paesi come la Siria e l' Iran, come minimo lo accuseranno di essere anche un "filoterrorista", magari a causa anche della sua infanzia passata in Indonesia. 
Dunque ricapitolando i repubblicani lo dipingeranno come un Hitler "nero" nell'attesa che si faccia crescere i celebri baffetti.
Hillary almeno ha solo l'ingombrante presenza del marito ad ostacolarla, riuscirà a fargli assumere il basso profilo di un first gentleman? Questa a mio avviso è la sua più pressante priorità.
E' di oggi la notizia che Khedroob Thondup ha ricevuto qualche settimana fa da un alto funzionario cinese l'invito per il Dalai Lama a partecipare ai giochi olimpici di Pechino 2008.
Il capo religioso del buddismo tibetano non si è mai dichiarato contrario ai giochi olimpici visti come un'occasione di incontro, una festa dello sport che avvicina i popoli e non li divide nonostante gli scontri che hanno accompagnato la vigilia di quest'avvenimento. 
Se accettasse l'invito sarebbe un grande passo avanti che auspicherebbe mosse distensive come la liberazione dei prigionieri, la discussione su maggiori autonomie nel quadro dei rapporti già instaurati e magari il rientro in Tibet del governo ora in esilio dopo le tensioni del marzo scorso quando a Lhasa si sono verificate manifestazioni anticinesi seguite da un deciso intervento di Pechino.
Il buddismo è una religione che trasmette un profondo messaggio di pace e molti funzionari cinesi seguono i suoi dettami per cui è evidente che il Dalai Lama accetterà se saranno garantite le condizioni necessarie.
La libertà religiosa è una questione delicata ma è di sicuro un terreno su cui si può instaurare un discorso più ampio che potrebbe comprendere anche questioni come i diritti umani, i diritti delle minoranze, la libertà di coscienza.
Il buddismo tibetano trova più ostacoli alla sua diffisione perchè è una teocrazia ovvero il capo religioso è nello stesso anche il capo politico del Tibet, fatto che pone in essere un conflitto di sovranità tra stato cinese e regione del Tibet. Vedremo Sua Santità che scelta adotterà.

(Xinhua Photo)
La lista per la Serbia europea di Boris Tadic
vince.
I grandi vincitori delle elezioni sono i partiti che compongono la coalizione guidata dal Partito socialista della Serbia.
L’SPS di Ivica Dacic
con quasi l’8%, sarà un fattore cruciale nella formazione del nuovo governo.
Un debole risultato è stato anche registrato dal Partito liberal democratico di Cedomir Jovanovic.
Leggendo Fontamara di Ignazio Silone mi sono trovata a riflettere sulla questione più antica del mondo: chi controlla l'acqua controlla la vita.
A questo proposito si sono scritti trattati si è discusso, si sono fatte tavole rotonde ma la questione è sempre la stessa : per morire di sete bastano pochi giorni.
"Noi moriamo di sete e voi usate l'acqua per lavare le vostre auto" può un'affermazione del genere legittimare l'opposizione politca violenta e il terrorismo?
La società civile dovrebbe dire no ma se pensiamo che morire di sete è come bruciare vivi dall'interno è tutto più difficile.
Noi abbiamo i nostri bei rubinetti, l'acqua corrente per lavarci, cucinare, e molti nel mondo lottano ogni giorno per un solo bicchiere d'acqua.
Molte ingiustizie si perpetuano per questo semplice liquido incolore e insapore che serve per irrigare i campi, raffreddare le centrali nucleari, o creare energia. Un giusto controllo delle acque è il principio di un giusto andamento dell'economia.
Un giorno andarono dal re Salomone due donne e si presentarono davanti a lui perchè la sua saggezza le aiutasse a dirimere una questione: entrambe avevano da poco partorito ma uno dei due bimbi era morto. La donna il cui figlio era morto lo aveva sostituito con quello dell'altra mentre dormiva.
La donna accusata di tale reato lo negava dicendo "Non è vero! Mio figlio è quello vivo, il tuo è quello morto. Discussero così a lungo alla presenza del re finchè Salomone prese il bimbo e e si fece portare una spada e disse:"Tagliate in due il bimbo e datene una metà a ciscuna".
La vera madre del bimbo si rivolse al re perchè il suo amore per il figlio era più grande del desiderio di tenerlo con sè e disse:"Signore date a lei il bambino vivo non uccidetelo".
Salomone allora disse: "Date a lei il bambino, lei è sua madre". Questa sentenza salomonica rimasta proverbiale ha il semplice pregio che testimonia come a volte solo chi è pronto a rinunciare a qualcosa è degno di possederla. Riflettevo su questo pensando al problema della coesistenza di israeliani e palestinesi in terra santa. 
Un "parlamento congiunto" con rappresentanti di entrambe le comunità è a mio avviso la sola scelta che porterà la pace. La Palestina è una terra e merità un solo governo. Solo così i diritti e i doveri di entrambe le parti saranno tutelati.
Non so se gli israeliani arriveranno mai a questa soluzione ma è semplicemente la più ovvia. Che motivi religiosi ostacolino questo mi pare obbiettivamente assurdo. L'unico modo per isolare le frange più violente che vogliono tutto per loro e niente per gli altri è una democrazia partecipativa che favorisca la convivenza pacifica.
Può un fumetto essere così sovversivo da cambiare le regole del gioco?
Pensiamo solo a "Persepolis" dell'iraniana Marjane Satrapi: cosa c'è di tanto rivoluzionario nella fantasia?
Sembra che faccia più paura ad alcuni sorridere dei problemi, delle difficoltà di tutto ciò che il mondo ci trasmette.
L'allegria è contagiosa e l'umorismo è una grande arma che incide nelle coscienze più dei messaggi subliminali o delle altre diavolerie che tutti i giorni ci bombardano...l'ironia e la satira sono il termometro su cui calcolare la libertà e la democrazia di un paese.
Dove non c'è satira, dove non si riesce a ridere dei potenti sottolineando le loro debolezze e i loro difetti beh allora è il caso di preocuparsi.
Il senso di libertà che da l'umorismo è rivoluzionario nella misura in cui ci libera dalla paura. Solo chi non ha paura è libero.
La paura è il più potente strumento di oppressione che esista ed è buffo che a volte possa essere sconfitto semplicemente da una risata.
A pochi giorni dall'insediamento del nuovo presidente russo questo è il messaggio che quasi tutti i nostri media hanno trasmesso in modo piuttosto marcato senza neanche il beneficio del dubbio.
Certo il primo ostacolo alla sua presidenza starà il dimostrare che questo non è vero e che in Russia esiste una vera democrazia e non un regime ereditario in cui chi comanda in realtà tira le fila dall'ombra.
L'importanza della trasparenza politica della Russia è per l'Europa vitale,gas, energia etc... ci provengono direttamente da loro e quindi capire cosa in realtà succede ci eviterà errori di giudizio e scelte sbagliate.
Innanzitutto la celebre "valigetta dell'apocalisse" o cheget ora è saldamente nelle mani e sotto la responsabilità di Medvedev e non è detto che a Putin dispiaccia.
Non deve essere facile vivere con quell'ingombrante "fardello" presidenziale e sicuramente non deve essere facile iniziare una presidenza con l'aura di "burattino" che ne delegittima in parte o in toto l'autorità per lo meno agli occhi degli occidentali.
Cosa pensano in realtà i russi è un altro discorso. Molti sicuramente avrebebro preferito vedere Kasparov al Cremlino ma chi meglio di chi ha vissuto l'incognita "cheget" può capire chi è in grado di gestire lo stress per governare in tali condizioni?
Per ora Medvedev ha l'aria un po' spaesata di chi deve ancora capire bene in che "guaio" si è cacciato, vedremo innanzi tutto se saprà evitare il conflitto georgiano e se le sue abilità manageriali sono più utili alla Russia di quelle di uno stratega della scacchiera come Kasparov.
Una cosa è certa nei prossimi mesi il periodo di transizione si consoliderà e vedremo in che mani è finita la presidenza russa.

Quanto è amata davvero Carla Bruni Sarkozy? Questa domanda anche se banale porta con se un interessante dimensione dei rapporti che legano l'Italia e la Francia. Alitalia a parte, la Francia ha sempre avuto un certo atteggiamento di superiorità nei confronti dell'Italia e ora si trova ad avere una first lady cresciuta all'ombra della Mole Antonelliana. Forse sarà l'occasione di rivedere i rapporti tra i due paesi e sfatare il mito che le donne belle siano stupide e frivole. Vedremo come riuscirà ad utilizzare i privilegi che le sono concessi e a rinnovare l'immagine dell'Italia nel mondo.
Vladimir Putin lascia ufficialmente il Cremlino e si trasferisce al Palazzo del Governo restando anche capo di Russia Unita alla Duma.
Eletto lo scorso marzo Dmitri Medvedev è il nuovo presidente della Federazione russa. L'insediamento nella sala del trono del Cremlino è avvenuta stamane alle ore 10 italiane. Il nuovo presidente si impegna a difenderee l'indipendenza, la sicurezza, l'integrità dello stato e servire il popolo russo.
"Che genere di paese è la nuova Russia? La risposta è semplice: la Russia è un paese che ha affrontato le più grandi sfide del XX° secolo. Oggi stiamo costruendo nuove istituzioni basate sui principi fondamentali della più completa democrazia.
La democrazia è reale se si basa sui principi dell'economia di mercato e sulla supremezia delle leggi. Noi siamo pienamente consci che nessun paese non democratico è mai diventato pienamente prospero e ciò per la semplice ragione che è meglio avere la libertà che non averla".
Il salone del libro di Torino sta aprendo i battenti ed è triste che una manifestazione culturale diventi il terreno di scontri politici.
Gli scrittori israeliani meritano o no di essere invitati ad una manifestazione culturale? Questo è il problema. Il fatto che vivano in Israele li confina ad essere testimoni e rappresentati di una politica a volte sbaglita ed estremista?
Sinceramente non so che posizione prendere, ma una cosa posso dire ed è che il dibattito cultuarale non può che fare bene sia agli israeliani che ai palestinesi. Bruciare bandiere non porta a molto il dialogo si.
Spero ci siano molti scrittori arabi e che si confrontino con gli "ospiti" israeliani. Le manifestazioni di boicottaggio seppur leggittime serviranno a poco senza un confronto diretto. Vediamo se questa occasione di dialogo avrà un futuro.
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