Prove tecniche di giornalismo

"Il cinico non è adatto a questo mestiere: conversazioni sul buon giornalismo" Ryszard Kapuscinski
mercoledì, 30 aprile 2008

Georgia ad un passo dalla guerra.

119_Colomba_della_paceSi acuisce la crisi Washington-Mosca. Quello che è successo nei Balcani con il Kosovo ha dato il via ad un effetto a catena che sta portando allo scongelamento dei cosidetti "frozen conflicts" ovvero quei conflitti legati alle sfere di influenza per il controllo delle riserve energetiche del bacino del Mar Caspio nelle regioni appartenenti all'ex Impero sovietico.

L’indipendenza del Kosovo ha creato una forte spaccatura tra USA e Russia e ricordiamolo le questioni delle repubbliche indipendentiste della Georgia sono sempre state legate alle vicende serbe e da qui il pericolo di una nuova questione balcanica si fa sempre più preoccupante.

Il governo di Tblisi accusa Mosca di voler annettere le due repubbliche indipendentiste dell’Abhkazia e dell’Ossetia del Sud apparentemente volendo stabilire rapporti economici, rapporti che per Mosca non implicano anche l’instaurazione di relazioni diplomatiche  ma sono solo atti a bloccare qualsiasi ingerenza americana nello spazio ex sovietico.

Il ministro degli esteri georgiano David Bakradzé Dato-Bakradzeha invece accusato Mosca di preparare "un'aggressione militare di grande ampiezza" dopo l'annuncio di un rafforzamento del contingente russo sul territorio. L' Abcasia, legalmente è ancora una repubblica facente parte del territorio georgiano, ma in realtà ha un governo indipendente dall’inizio degli anni Novanta.

Il capo di stato georgiano Mikhail Saakashvili pict_20061115PHT12769dal canto suo, sostenuto dagli Usa, porta avanti una politica di tutela dell’integrità territoriale e ha accusato  Mosca di fomentare il separatismo di Sukhumi capitale dell' Abkhazia, dove il presidente Sergei Bagapsh, contando sull’appoggio russo, ha in progetto di tornare nell'orbita di Mosca. Ricordiamo che il conflitto georgiano-abkhazo (1992-1993) costò oltre 10 mila morti e 250 mila profughi.

Il ministro degli Esteri russo  Sergei Lavrov  lavrov-270606_binvece ha accusato Tbilisi di "accumulare una grande quantità di armanenti in segreto", in aperta violazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'Onu. "Se la Georgia minaccia l'uso della forza - ha detto Lavrov - saremo obbligati ad adottare delle misure di rappresaglia per proteggere le vite dei cittadini russi".

L'Unione Europea ha osservato che la decisione russa non è "una misura molto saggia" ed il rappresentante Ue per la politica estera, Javier Solana, ha comunque riconfermato il sostegno di Bruxelles alla "integrità territoriale della Georgia".

La Nato ha preso posizione sulla crisi fra Russia e Georgia sostenendo tramite il portavoce James Appathurai che i recenti passi intrapresi da Mosca "hanno aumentato le tensioni e hanno minato l'integrità territoriale della Georgia".

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categoria: georgia


martedì, 29 aprile 2008

Cronache americane

democraticiJohn vs Hillary vs Barack !

La campagna presidenziale americana sta volgendo al termine e lo scenario che si prospetta e tutt'altro che consolante, Hillary e sull'orlo della bancarotta, Barack si trova davanti l'ostacolo dei grandi elettori e Mc aspetta nell'ombra sperando che i Bush siano diementicati al più presto e un nuovo repubblicano alla Casa Bianca, non faccia così impressione alla faccia dell'alternanza.

A questo punto anche il resto del mondo si interroga su come andranno le cose. Cosa succederà in America in un certo senso è una questione cruciale, vitale forse. Il mondo globalizzato è sul punto di affrontare la più grande recessione mai esistita e noi piccole pulci osserviamo questo fenomeno inquietante chiamato "democrazia" all'opera. repubblicani

Personalmente ho una certa simpatia per Obama, ma non sono americana, non risiedo negli Usa e nè andrò a votare per le loro presidenziali. Mi limito ad osservare e fare le mie considerazioni, spero obbiettive.Nel mondo specialmente nei periodi di crisi c'è una tendenza automatica a rifugiarsi nel conservatorismo.

L'innovazione è per i periodi floridi, per quando si ha entusiasmo, voglia di rischiare, non per quando l'economia va a rotoli, la disoccupazione ha tassi record e il prezzo di gas ed energia ha aumenti stratosferici. A questo punto le grandi lobby di potere americane si orienteranno verso Mc è fisiologico.

Cosa potrebbe in questo frangente portare un democratico alla Casa Bianca? In un certo senso è una domanda pleonastica. Rispondere un miracolo è poco scientifico ma in un certo senso si avvicina più alla realtà.

Pensiamo agli anni 60 kennedye al clima euforico del boom economico, di una casa per tutti, un lavoro per tutti, un'auto per tutti, il grande sogno americano in breve, riuscita economica e successo per tutti, i sogno che si avverano, i diritti civili, le marce per la pace, l'istruzione per tutti, le assicurazioni mediche per gli strati più disagiati della popolazione, niente barboni sotto i ponti, niente tossici armati di siringhe insanguinate, un idilliaco mondo ordinato e conservatore.

Cosa portò Kennedy alla presidenza, i suoi soldi? le influenze che il buon vecchio Joe seppe tessere negli anni, un clan affiatato e ideali comuni. Oggi i democratici hanno due aggressivi candidati che trasmettono agli elettori solo inquietudine e tensione, non un piano comune di progresso e questo è il più grande errore che probabilmente ne segnerà la sconfitta sia politica che morale.

McCain CARIè riuscito ad unire il suo elettorato, ha concentrato su di sè l'attenzione ed ha assunto un basso profilo, tutti corretti atteggiamenti strategici segno che è ben consigliato da uno staf tecnico che probabilmente esce da posti come Harvard, Yale fucine della classe dirigente del colosso Usa.

Obama e Hillary sembrano consigliati da un manipolo di isteriche zitelle per giunta incapaci e questo non ha un buon impatto sull'elettorato a prescindere dai meriti deisingoli candidati. La Clinton è una pragmatica, è ama rischiare, ha sul serio perseguito un piano di sanità più equo ed è stata distrutta al Congresso, le manca quel qualcosa in più che trasforma la scaltrezza e l'acume politico in leadership, Obama ha carisma ma è troppo bianco per l'elettorato nero e troppo nero per l'elettorato bianco.

La frangia più conservatrice prima di vedere un'afroamericano alla presidenza, preferirebbe vedere risorgere Nixon dalle ceneri con allegato Watergate e questo è bene tenerlo presente e non farsi contagiare dall'entusiasmo che il colore della pelle non conti. L'unica arma che può usare è trasmettere autenticità e coraggio, dimostare io sono diverso, io ho soluzioni, i offro cambiamenti, i pongo delle condizioni.

Siamo di fronte ad un cambio generazionale e vedremo nei prossimi giorni che orientamento prenderà l'America e come diceva qualcuno grazie a Dio può vincere uno solo.

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categoria: elezioni americane


martedì, 29 aprile 2008

E' il mio cuore il paese più straziato

Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro
 
Di tanti
che mi corrispondevano
non è rimasto
neppure tanto
 
Ma nel cuore
nessuna croce manca
 
E' il mio cuore
il paese più straziato
 
iraq 
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venerdì, 25 aprile 2008

Banche etiche e nuovo corso dell'ecomia mondiale

"Abbiamo osservato come lavorano le altre banche e abbiamo fatto l'esatto contrario."
Muhammad Yunus

 

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Grameen, la prima banca dei poveri, nacque nel 1975 in Bangladesh e fu fondata dall'economista e premio Nobel Muhammad Yunus con l'obbiettivo di concedere microprestiti nei Paesi in Via di Sviluppo a coloro che non potendo fornire garanzie finaziarie erano esclusi dalle politiche creditizie delle banche tradizionali.logo_microcredito

Tutto si basa sulla fiducia e sul senso di responsibilità di coloro che ricevono il prestito.

La cooperazione, la solidarietà, la fiducia acquistano una dimensione economica e concorrono a innescare il ciclo virtuoso che porterà ad una più equa distribuzione dei capitali e alla scomparsa della "povertà".

La crisi globale in corso ha sviluppata la diffusione del microcredito anche nelle economie avanzate a sostegno dei sempre maggiori soggetti che nei Paesi Sviluppati vivono sulla soglia della sussistenza o al di sotto di essa.

Caratteristiche del microcredito:

  • La solvibilità si aggira intorno al 98%.
  • massima trasparenza su quali investimenti il capitale verrà impiegato
  • gestione informale per eliminare ogni spesa burocratica
  • è la migliore politica contro il racket e l'usura log_finance_alternative

Anche in Italia negli anni 90 è stata creata la Cooperativa verso la Banca Etica che ha poi portato alla fondazione della Banca Popolare Etica di Padova. È attiva dal marzo del 2006 anche la Banca ETICredito di Rimini.

Questa nuova tipologia di mercato grazie agli ottimi risultati ottenuto è stata adottata anche da alcune banche di tipo tradizionale che ora offrono investimenti in fondi definiti "etici", ovvero che si impegnano a non investire i capitali in forme non etiche di guadagno e devolvono una parte del proprio ricavato in qualche iniziativa benefica.

microcredito documentiQuesto nuovo corso dell'economia ha spinto anche le Nazioni Unite a promuovere queste politiche economiche tanto che il 2005 venne dichiarato Anno Internazionale del Microcredito.

Nel 2003 si calcolava che beneficiavano di questa iniziativa circa 55 milioni di persone nel mondo.

Il punto di partenza di questo movimento è semplice: "la carità può avere effetti devastanti" se intesa come gesto estemporaneo teso più a soddisfare un bisogno egoistico che a ristabilire vera giustizia sociale.

Fare la carità ad un mendicante che incotriamo per strada è un gesto che ha ben poca rilevanza se paragonato al prestito di capitali necessario perchè il mendicante inizi un'attività produttiva che lo porti ad una condizione di vita stabile e dignitosa. Insegnare a pescare è sempre meglio che regalare un pesce.  

La "povertà" non è che il risultato di un "errore" di un disequilibrio che mina alle fondamente la solidità di un' economia. La povertà non è solo materiale, ma si riflette nella sfera morale e privata degli individui. Ne limita la libertà, ne limita la capacità di autoaffermazione e di realizzazione. La povertà è il peggior nemico dei diritti umani. 

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giovedì, 24 aprile 2008

Anonymous father in Deh-e Hazara-Afghanistan-

Deh%20Hazara%20Dad%20and%20Kid
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mercoledì, 23 aprile 2008

Giornata mondiale del libro

imagefinitaOggi l'Unesco ha indetto la giornata mondiale del libro e del diritto d'autore. La data è stata scelta come omaggio a tre grandi della letteratura che morirono lo stesso giorno: William Shakespeare, Miguel De Cervantes e Garcilago De la Vega. La promozione del libro come evento culturale a sostegno del libero confronto delle idee e del pluralismo della conoscenza rientra nella costruzione di una cultura per la pace.

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lunedì, 21 aprile 2008

Nojoud

02In Yemen c'è un giornalista coraggioso che si chiama Hamed Thabet(a sinistra nella foto) .Vi chiederete cosa ha fatto di tanto eccezionale. Ha raccolto la testimonianza di una bambina di otto anni che voleva divorziare da suo marito. Ha fatto conoscere la sua storia al mondo e ha mobilitato i lettori che hanno contribuito a raccogliere 100.000 rial, circa 316 Euro, la dote pagata dal marito e da restituirgli in caso di divorzio. C'è anche un giudice coraggioso Muhamed Al-Qadhi che in applicazione della sharia ha annullato il matrimonio stabilendo che gli abusi subiti e il fatto che non fosse ancora matura per il matrimonio fossero condizioni sufficenti per l'annullamento."khol’e" è detto l'annullamento su richiesta della donna ed è previsto dalla sharia e dalla legge yemenita, ma ci vogliono uomini che la applichino. Ora la bambina è stata affidata all'associazione Dar Al-Rahama un' associazione non governativa che lavora con i bambini e provvederà alla sua istruzione.8 Molti giornali occidentali si sono occupati dell'avvenimento e una cosa è senz'altro singolare. Mentre da noi il viso della bimba viene cancellato digitalmente e quello del marito no, in Yemen avviene il contrario, probabilmente per proteggerlo da eventuali reazioni. Questo caso non è certo isolato a parte l'eccezionale sentenza. Secondo uno studio del 2006 circa il 50% delle spose sono bambine tra gli otto e i dieci anni date in mogli dalle famiglie troppo povere per mantenerle. Diverse associazioni e alcuni parlamentari del parlamento yemenita hanno presentato un piano di legge che alzi dai 15 ai 18 anni l'età per il matrimonio ma la Commissione Giustizia non ritiene sufficienti le basi per modificare la legge. La povertà, la mancanza di istruione, l' alta mortalità infantile di queste spose bambine, sono tutte situazioni collegate che influenzano pesantemente la vita in questo piccolo stato unico regime repubblicano della penisola Araba uno dei più antichi centri di civilizzazione del mondo, uno stato giovane dove il 46 % della popolazione ha meno di 15 anni.

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domenica, 20 aprile 2008

Il cielo sopra i bambini

foto_grande302Edoardo Gianotti

Il cielo sopra i bambini

Indagine fotografica

sullo sfruttamento minorile

nel mondo globalizzato






EdoardoGianottiLa violenza silenziosa


Intervista a Edoardo Gianotti concessa in occasione della mostra fotografica "Il cielo sopra i bambini" tenuta a Palazzo Cisterna di Torino.


Lei collabora con l'Ufficio Internazionale del Lavoro di Ginevra ad un programma per l'eliminazione del lavoro minorile nel mondo. Me ne parli.

 

Ho iniziato a collaborare al programma IPEC dell'ILO, finalizzato al sradicamento del lavoro minorile, dal 1998, essenzialmente analizzando gli effetti della globalizzazione e del passaggio dal baratto alla New Economy in paesi dell'Africa e dell'America Latina che sostanzialmente ignorano le loro potenzialità e risorse, e si adattano a svolgere lavori pericolosi e addirittura mortali. Un esempio specifico è quello delle cave di pietra della valle del Tersili in Nepal, dove gli indigeni sono costretti a lavorare senza alcuna protezione a contatto di sabbie e pietrischi altamente nocivi alla salute. E la percentuale di bambini che vi lavora è altissima, con rischio di malattie come la silicosi, ch eper gli adulti è debilitante, e per le fragili costituzioni dei bambini è nella maggior parte dei casi letale.


Come è nato il progetto della mostra fotografica "Il cielo sopra i bambini"?


Il CISV mi ha contattato per svolgere questa indagine fotografica. Inizialmente non era ancora completa di immagini. Ulteriormente in Africa e in Benin ho potuto raccogliere materiale concentrandomi più specificatamente sul traffico di bambini usati come manodopera a basso costo.


Ha già tenuto la sua mostra a New york, Ginevra, Bangkok. Ha in progetto di tenerla anche in altre città oltre che a Torino?


Certamente, a Roma e in seguito in Svizzera a Bellinzona.


Ci sono persone famose che collaborano ai suoi progetti in favore dei bambini?


Sì, numerose. Nel mio libro che accompagna la mostra, edito dalle Edizioni Angolo Manzoni, oltre a raccogliere foto, poesie e testi scritti da bambini, ci sono dediche di personaggi importanti tra cui posso ciatre Roger Moore.


Pensa che anche le persone comuni possono fare qualcosa?


Sì, indubbiamente. Essenzialmente visitando la mostra e manifestazioni dedicate al problema. L'immagine soprattutto fotografica è un veicolo molto efficace per dare una reale percezione della realtà e dei problemi. Per agire, prima bisogna conoscere, e gli strumenti per contribuire efficacemente sono alla portata di tutti.


Può spiegarsi con un esempio concreto?


Esempi ce ne sono innumerevoli. I semplici consumatori, quindi tutti noi, possono prestare attenzione agli oggetti che comprano. Non solo badando che non ci siano prodotti con il marchio OGM, ma anche pretendendo controlli e garanzie che non siano fatti da bambini. Se veramente le associazioni dei consumatori si battessero per questi fini, la loro forza sarebbe realmente incisiva.


Mi parli di lei. Come è nato il suo interesse per la fotografia e il fotogiornalismo in particolare?


E'iniziato prestissimo, inizialmente per hobby. Poi ho deciso di utilizzare questo "mio talento", diciamo creativo, per fini antropologici ed è diventato per me una professione. Innanzitutto penso che sia stata la curiosità a spingermi in questa direzione. Il non fidarmi della realtà precostituita e il desiderio di scoprire tramite la mia esperienza personale, come in realtà stanno i fatti. La fotografia lascia grande libertà, impensabile con altri strumenti di comunicazione, sia perchè rispetta la volontà di chi scatta le foto, sia perchè da una grande libertà interpretativa a chi le fruisce.


Perchè ha lasciato l'Italia?


Io vivo in Italia. Ma effettivamente lavoro più all'estero. Opero in un settore molto specializzato e credo che in alcuni paesi più che in altri ci sia più serietà e valorizzazione dei meriti.


Dove trova il coraggio per svolgere indagini obbiettivamente a volte pericolose?


Premetto che non sono una persona eccezionalmente coraggiosa. A volte il pericolo è un inconveniente inevitabile, e a volto mi trovo mio malgrado coinvolto.


Nei suoi viaggi ha conosciuto diverse realtà sia segnate dalla povertà che dal benessere. Quali pensa siano i reali mali che minano l'infanzia?


E' un errore molto comune pensare che solo in condizioni dipovertà estrema i bambini soffrano e siano vittime di abusi e ingiustizie. Non dimentichiamo che fenomeni come il suicidio infantile sono sconosciuti nei paesi in via di sviluppo mentre sono fenomeni di massa nei paesi del cosidetto benessere o meglio bene-avere. La cosa più triste da constatare è che per un bambino, in qualsiasi latitudine si trovi, non è la situazione di poer sè, in altre parole il lavoro, se parliamo delle mie immagini, la causa principale di sofferenza. Un bambino a livello emotivo, pe lo meno, èp pronto ad affrontare questo ed altro, purchè da parte di un adulto gli venga restituito dell'affetto e dell'attenzione, senza quello, che sia la vita più agiata o la più disgraziata, per la mentalità di un bambino tutto è destituito di senso.


Quali cose si devono fare per scuotere le coscienze?


Essenzialmente informare. Ci sono realtà come il traffico di bambini dal Nepal all'India, in concreto sconosciute. Il fenomeno della sparizione di bambini è così evidente che mancano intere generazioni dai 13 ai 40 anni, abbassandosi l'età dei bambini trafficati e prostituiti al di sotto dei 10 anni e quasi nessuno ne sa nulla.


I bambini non sono più "soggetti" degni di amore, ma "oggetti" di mercato. Come pensa sia possibile che una cosa così sconvolgente sia così unanimamente accettata?


Innanzitutto questo è un riflesso negativo e devastante della nostra società globalizzata. La cultura distorta dell'importanza del denaroal di sopra di tutto, porta ad una perversione ancora ppiù grande quando si tratta di infanzia. I bambini vengono tragicamenteusati come beni di consumo, sia quando ne si sfrutta il lavoro, sia quando li si usa come giocattoli sessuali, o semplicemente quando ne si ignora i bisogni primari, sovraccaricandoli di cose inutili.


Mi parli dei suoi progetti futuri.


Sicuramente cercherò di dedicarmi ai diritti dell'infanzia e ad operare a livello internazionale soprattutto negli USA dove la questione dei diritti civili è molto sentita e si possono intraprendere azioni efficaci a stretto contatto con fondazioni, rappresentanti delle camere, e ad agire anche a livello politico all'interno del Congresso.


I bambini sono sicuramente il futuro del mondo. Secondo lei il nostro mondo avrà un futuro?


Quello che è certo è investiamo molto male nel nostro futuro. Non dimentichiamoci innanzitutto che i bambini, vittime di ingiustizie e povertà, impossibilitati a giocare, studiare, costruire il loro futuro, hanno modo di vedere tramite tv, giornali etc. come sono le condizioni di vita dei cosidetti bambini ricchi, e questo non può che scatenare in loro odio  e risentimento, cause dei conflitti di domani. In poche parole, il nostro tanto citato villaggio globale, non potrà tollerare ancora a lungo una situazione di così grande squilibrio. Comunque non sono pessimista del tutto. Ho potuto constatare che anche i bambini che vivono nelle realtà più tragiche del sud del mondo, sono ancora capaci di sorridere. Ho visto molta dignità in loro e un senso della vita più vero e autentico, e soprattutto hanno conservato una dote che nei paesi ricchi e industrializzatisi è perduta: la solidarietà. Per cui in conclusione posso affermare che forse siamo ancora in tempo per fare qualcosa atta a garantire un futuro alle generazioni che verranno.

g.i.


Edoardo Gianotti laureato in Antropologia culturale, fotogiornalista dal 1994 si è dedicato a ricerche nel Sud Ovest degli Stati Uniti, specialmente presso gli Apache. Come fotogiornalista ha lavorato in Colombia alle inchieste sul narcotraffico, e collabora tuttora con il mensile Narcomafie del gruppo Abele di Torino. Negli ultimi anni ha collaborato intensamente anche con l’Ufficio Internazionale del Lavoro (ILO) di Ginevra e con uno dei suoi programmi: IPEC (International Program for Elimination of Child Labor), fornendo immagini sul tema della denuncia dello sfruttamento minorile. È membro dell’Organizzazione non Governativa Children’s Forum 21.

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categoria: fotogiornalismo, diritti dellinfanzia, edoardo gianotti


domenica, 20 aprile 2008

La vita e il pensiero di Gandhi, in mostra



Segnalato da: Ufficio Stampa - Venerdì 18 aprile, alle ore 18, l’Ambasciatore dell’India in Italia, Rajiv Dogra e il Rettore dell’Università di Torino, Ezio Pelizzetti, inaugurano in Rettorato la mostra fotografica dedicata a Mahatma Gandhi, “La mia vita è il mio messaggio – MK Gandhi”.


La rassegna, che fa tappa a Torino dopo essere stata esposta lo scorso gennaio a Genova, sarà ospitata fino al 20 maggio nel cortile del Rettorato ed è organizzata dall’Ambasciata e dal Consolato generale dell’India in Italia nell’anno in cui si celebra il 60° anniversario dell’assassinio di Gandhi (30 gennaio 1948). Costituita da cinquanta fotografie, è corredata di pannelli didascalici, cronologia biografica e presentazione in lingua italiana.


All’inaugurazione interverranno inoltre: il Prof. Alessandro Monti, Direttore del Dipartimento di Orientalistica; Irma Piovano, Responsabile Scientifica del CESMEO, Istituto Internazionale di Studi Asiatici; Michele Dell’Utri, Assessore alla Cooperazione e alle Relazioni Internazionali del Comune di Torino.


Gandhi portò l’indipendenza ad un quinto della popolazione mondiale. L’anno in cui venne assassinato, era un’India autonoma ed indipendente a piangerne la scomparsa. Nel frattempo i diseredati e disarmati avevano vinto una grande battaglia, sviluppando una forza morale che si era imposta all’attenzione del mondo intero. La storia di questa trasformazione è anche la storia della vita di Gandhi, che, più di ogni altro, ne è stato l’artefice. Da allora in poi i suoi compatrioti con riconoscenza lo chiamano il Padre della Patria.


Orari di visita della mostra:

Cortile del Rettorato

Ingresso da via Po 17: dalle 7.30 alle 16

Ingresso da via Verdi 8: dalle 7.30 alle 19.30


Luogo di svolgimento: Cortile del Rettorato, Via Verdi 8 / Via Po 17 – Torino.

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venerdì, 18 aprile 2008

Il fiore della speranza

OrtensieTelAzzMVorrei segnalarvi un' iniziativa promossa da Telefono Azzurro che si terrà dal 19 al 20 aprile nelle maggiori piazze d'italia legata alle tradizionali ortensie azzurre, simbolo della campagna Fiori d'Azzurro. Oltre seimila volontari saranno impegnati in più di 2000 piazze d'Italia per raccogliere fondi destinati alle iniziative dell' associazione in tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti. Infoline: 800.090.335

 

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venerdì, 18 aprile 2008

Il concetto di non-violenza nel pensiero gandhiano.

gandhiCon il termine Satyagraha si indica il tipo di lotta nonviolenta praticata da Gandhi.

Ahimsa “assenza di violenza”.

 

Il concetto di non-violenza nel pensiero gandhiano.

 

Il concetto di non violenza, cardine dell’induismo e della religiosità indiana, trae le sue origini dalla necessità di non fare il male per massimizzare il benessere della persona umana.

 

Il concetto di non violenza si basa sul principio di non nuocere, e l’inganno, la frode la falsità sono sempre strumenti di offesa che recano danno.Utilizzare una menzogna piacevole per nascondere una verità sgradevole è un atto violento nella misura in cui colui che utilizza la menzogna reca un danno presentando fatti non veri e inducendo un altro a compiere delle scelte errate.

La vita sociale si compone infatti di scelte e le informazioni che riceviamo influenzano le nostre scelte. Informazioni distorte creano scelte falsate che a lungo andare pregiudicano tutta la scala dei rapporti sociali. Se nascondi che un certo additivo chimico genera danni gravi alla salute per aumentare il profitto di un’azienda a lungo andare l’azienda cesserà di esistere perché non avrà più gente a cui vendere i propri prodotti.

Gandhi partendo dal principio che un principio universale può essere sempre applicato ad ogni singolo caso particolare applicò il concetto di non violenza alla lotta politica ed elaborò un sistema di lotta non violenta che oltre ad essere teoricamente valido trovò riscontro anche nella realtà portando avanti quella grande rivoluzione nonviolenta che portò all’indipendenza dell’India.

Gandhi non escluse mai a priori l’uso della violenza armata, considerò semplicemente che il rifiuto personale della violenza dei singoli individui avrebbe ridotto, nel lungo periodo, la violenza armata nel mondo. Già solo la convinzione che ci fosse un’ alternativa di lotta era di per sé un’ idea rivoluzionaria, sebbene Gandhi era solito ricordare che la lotta non violenta era antica come le montagne.

Secondo Gandhi esistevano due tipologie di individui: il persuaso e il pragmatico. Il pragmatico analizza la violenza come un male necessario e non preclude la frode, l’inganno, l’eccidio anche se non è un sanguinario. Non ama la violenza in quanto tale, anzi a parole la deplora ma si tiene armato. Il persuaso, fermo nelle sue convinzioni, non crede che l’utilizzo della violenza possa porre fine alle guerre.

 Non crede nemmeno al potere dissuasore della minaccia dell’utilizzo di armi atomiche, pensiero guida della guerra termonucleare moderna. Oltre a queste due tipologie di individuo “razionali” esistono poi gli “irrazionali” i fanatici, i violenti, coloro che usano il terrorismo come strumento di affermazione. Gandhi si è sempre precluso la capacità di uccidere o infliggere sofferenza con rare eccezioni quando questo male inflitto fosse per il bene, nei casi per esempio della punizione del maestro verso l’allievo, o del genitore verso il figlio, arrivando fino all’omicidio nel caso dell’eutanasia quando una malattia incurabile causasse più sofferenza dell’interruzione della vita.

La mia non violenza non può essere credibile finché rimango armato”, questo pensiero lo spinse a rifiutare l’uso e la produzione delle armi partendo dall’individuo e finendo agli stati a cui doveva essere limitato ed abolito il diritto di proclamare guerre, costringere la gente a combatterle, armarla ed addestrarla ad utilizzarle.

Strumento privilegiato della diffusione del suo pensiero era la persuasione. Imporre violentemente un concetto, con il ricatto, la paura, l’intimidazione, aveva per lui ben poca possibilità di cambiare le coscienze, mentre la persuasione non aveva controindicazioni in quanto anche i pragmatici erano oggettivamente “persuasi” di essere nel giusto. Se ci preoccupiamo del mantenimento dell’ordine a questo ci pensano i “pragmatici” per cui è una falsa scusa.

 

Il pragmatico prosegue la storia mentre il persuaso la rinnova. Infine Gandhi affrontò il problema della “guerra giusta” e analizzò il problema di un guerriero che abbia vissuto pacificamente finché un giorno senza cercarla e sena far niente per incontrarla si sia trovato la guerra sul suo cammino. Gandhi sostiene che in questo caso è eticamente lecito per il guerriero combattere. Altro caso è la protezione di coloro che ci sono affidati. Anche in questo caso l’uomo di pace è autorizzato ad usare la forza sebbene questo generi un conflitto etico difficilmente risolvibile.

 

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categoria: giornalismo, non violenza, etica economica


giovedì, 17 aprile 2008

Dalla Cina all'Italia in motocicletta

catalogoEngQualche hanno fa  Stefano Mangini un simpatico ragazzo di Lavagna innamorato del viaggio e dell'avventura ha percorso 25,000 km a bordo del suo chopper da Shanghai a Milano attraversando Cina, Pakistan, Iran, Turchia e Grecia e durante questo lunghissimo viaggio durato più di quattro mesi ha potuto venire in contatto con realtà nascoste e non presenti nei consueti itinerairi di viaggio e ha scattato innumerevoli foto che ora fanno parte di un bellissimo book fotografico dal titolo “From China to Italy by motorcycle”, e sono stati esposti dal 18 aprile al 2 maggio 2007 all' Hong Kong Visual Art Center di Central Hong Kong. La mostra è stata sponsorizzata dalla SDA Bocconi.Il book fotografico è accompagnato da un volume che contiene il diario del viaggio. Attualmente sta svilluppando un interessante sito internet 'restless travellers' e nuovi progetti editoriali con la sua casa editrice Restless Travallers Publishing tra cui Time Stamps: The Forgotten China un nuovo book fotografico che accosta foto sue recenti ad altre scattate all'inizio del 1900 da un fotografo piemontese.normal_mangini_04_cina

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martedì, 15 aprile 2008

AAA disoccupato cerca lavoro.

Mi domando e dico so che le strade per uscire dalla disoccupazione sono tutte lecite e l'inventiva e la faccia tosta premiano ma ciò che leggerete è in assoluto l'esempio più improbabile di "annuncio di lavoro", il più strambo e in un certo senso geniale che abbia mai visto. E' pure datato febbraio 2001, per cui quanto ci scommettete che il brav'uomo a quest'ora, sempre che non sia tornato al vecchio lavoro, ora è ampiamente produttivo e retribuito. Se qualcuno ne ha notizia si faccia sentire. Augurandomi sempre che sia una bufala, una leggenda metropolitana o più semplicemente un pesce d'aprile in anticipo passo all'analisi del testo.


 

Toronto Financial Post

Friday 23 february 2001

(Qualifica) Ex Spacciatore di Marijuana (iniziamo bene!)

"Dopo aver scontato con successo (e bhe si il successo conta ed è importante) una pena di dieci anni,(azzo così poco?) senza alcun incidente, per importazione di 75 tonnellate di marijuana negli Stati Uniti,(notevole lo spirito contabile di chi riporta le cifre con esattezza, anche se noto una punta di autocompiacimento ) sono ora alla ricerca di un lavoro legale per supportare me e la mia famiglia (lo spirito di tengo famiglia, induce a far dimenticare precedenti inconvenienti).

(Passiamo alle cose importanti) Esperienze lavorative - Ho posseduto e condotto un’attività di pesca multi-barca, un aeroplano, un’isola con stabilimento di trasformazione.(azzo è indiana jones, forse si lancia pure con il paracadute all'occorrenza e durante una riunione di bilancio al 30 piano di un palazzo a New York, per esempio, può fare la differenza) Ho contemporaneamente gestito una flotta di veicoli da trasporto operanti affari negli Stati Uniti orientali. Durante questo periodo ho anche gestito a livello esecutivo 120 persone,(quando si dice capacità di coordinare personale) distribuite in tutto il mondo (azzo internazionale), per una fiorente attività di spaccio( pane al pane e spaccio allo spaccio), con ricavi annuali oltre i 100 milioni di dollari ( in fondo poi sono le cifre che contano, mica spiccioli) . Mi sono fatto carico delle mie responsabilità e ho scontato una condanna a dieci anni, mentre altri sono rimasti liberi per aver cooperato con le autorità. (morte ai collaboratori di giustizia, pure vendicativo, o per lo meno risentito)(E ora passiamo all'autostima) Capacità - Sono un esperto in tutti i settori della sicurezza( e bhe lo credo bene chi li viola li conosce bene) ; ho forti competenze nell’utilizzo del computer, sono gentile, ben educato, affidabile, pulito e sobrio( chi può dire altrettanto?). Negli ultimi dieci anni o tenuto discorsi nelle scuole a migliaia di bambini e genitori( gulp!!!) per “le conseguenze delle scelte”, e ho ricevuto pubblico riconoscimento( pure, mi stupisco non una statua al giardinetto pubblico) per il servizio alla comunità. Ho viaggiato molto e parlo inglese, francese e spagnolo( oggi giorno senza le lingue non sei nessuno). Le referenze sono disponibili presso amici( amici degli amici aum aum capite a me), parenti e l’avvocatura generale USA ( la voglio anche io una referenza così, chi mi licenzia poi).”

Bene, disoccupati di tutto il mondo arrendetevi, questa è la concorrenza che vi frega, chi può competere con tali competenze e abilità, disoccupati non inseguite il lavoro iniziate a fuggire quando vi cerca!!!.

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lunedì, 14 aprile 2008

Dibattito: si, no Olimpiadi a Pechino 2008

Ho trovato in rete questo banner e finalmente mi sono decisa di considerare seriamente la questione da un punto di vista imparziale e motivato. A tutt'oggi non mi sono fatta ancora un opinione precisa ma dal poco che ho capito c'è molto sotto, e sebbene non sia una fan sfegatata della dietrologia, non ci vuole molto per capire che c'è in gioco, mi sembra proprio il caso di dirlo, ben più che la questione tibetana, ben più complessa di come può sembrare a prima vista. Certo la questioni diritti umani è sacrosanta e il Dalai Lama è un capo spirituale che perdonatemi se esagero ma nel mio immaginario ha il carisma di personalità come quelle di Ghandi, Martin Luter King e pochi altri nella storia dell'umanità, (continued) 

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categoria: olimpiadi a pechino


lunedì, 14 aprile 2008

La Fiera del libro di Torino si avvicina

L’8 il 9 e il 10 maggio 2008 la Fiera Internazionale del Libro di Torino ospiterà la settima edizione dell’International Book Forum (IBF), la “business area” per lo scambio di diritti editoriali e audiovisivi e per lo sviluppo di nuovi progetti editoriali che possano diventare fiction, film, documentari o animazione.

Ecco il link: qui
contact@ibf.it

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domenica, 13 aprile 2008

Bacca Verde speranza

1L’importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa.. Ecco, il coraggio è questo. (Giovanni Falcone)

Non conoscevo Giuseppina Pasqualino di Marineo, almeno fino a quando non hanno dato notizie della scomparsa in Turchia e poi del ritrovamento sotto una manciata di terra in un bosco vicino a  Tavshanli, ma in un cero senso è come se avessi perso un'amica. Mi sono trovata a riflettere sul coraggio e sulla violenza. Sul motivo che l'ha spinta a partire in abito da sposa, in autostop in direzione di Israele attraversando i Balcani, la Turchia e molti paesi che hanno vissuto o ancora stanno vivendo situazioni di guerra. Alla domanda se l'avrei fatto anche io, la mia risposta è mestamente un no. Non perchè non ami viaggiare, e ogni viaggio è un rischio e nasconde pericoli pure un soggiorno al Club Med, ma perchè non ho la fiducia negli altri che aveva lei. Lo so non ostante i fatti dimostrino che io avessi ragione e lei torto, so che in fondo lei era nel giusto e io nell'errore. Le persone che ha incontrato erano ospitali e generose, se non fosse stato per l'uomo che l'ha uccisa, sarebbe arrivata a Tel Aviv e avrebbe portato a termine la sua performance artistica di operatrice di pace. Conosco gente che ha fatto viaggi in luoghi disagiati dell' Africa, dell'Asia, dell'America Latina, la Colombia non è certo un luogo meno pericoloso della Turchia, eppure è uscita indenne, senza clamori. Molte critiche sono state fatte anche da parte di gente comune che ha sottolineato la sventatezza, l'incoscienza, la stupidità forse di questa donna nell'affrontare un viaggio così pieno di incognite ma non ostante il buon senso mi dica che c'è un fondo di verità in questo sgadevole corollario di varie amenità, un' altra consapevolezza più profonda e drammatica mi da la certezza che Giuseppina sapeva di correre dei rischi, ma tutti i rischi che corre una donna qualunque nella sua vita considerato che il più alto numero di violenze le donne le subiscono tra le pareti domestiche. La violenza contro le donne non è che una parte del fenomeno chiamato "guerra". Centinaia, migliaia, milioni di donne in tutto il mondo vengono fatte oggetti di violenza, tutti giorni, violenza fisica, psicologica, morale, e molte di loro vivono il loro dramma in silenzio, le loro vite si bruciano nel più totale anonimato e disinteresse.  Sono state fatte  delle ignobili speculazioni perche' si pensava che la famiglia volesse fare pubblicita' alle sue opere con la sua scomparsa, o insinuando la loro responsabilità nel non averla fermata, come sempre si fa della vittima il colpevole in un meccanismo perverso che sfrutta i sensi di colpa di chi ama e crede di non aver mai fatto abbastanza. Ecco come risposta a tutto ciò c'è solo una cosa: agire. Non rendere vano il sacrificio di quest'artista che ha pagato con la vita il suo credere negli altri. 

 Centri antiviolenza e Associazioni che si occupano di tematiche femminili:

http://bridesontour.fotoup.net/tappe/24/lattesa-e-finita-in-tragedia


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categoria: pippa bacca


venerdì, 11 aprile 2008

5XMILLE A FONDAZIONE PANGEA ONLUS

CAMBIA LA VITA A UNA DONNA

CON IL 5XMILLE A FONDAZIONE PANGEA ONLUS

Fondazione Pangea Onlus chiede il vostro sostegno attraverso il 5 x mille per aiutare la vita di tante donne nel mondo a ripartire. E’ sufficiente apporre una firma nella casella destinata alle ONLUS e importare il nostro codice fiscale 97321620151 per dare a Pangea la possibilità di garantire alle donne in Afghanistan, India, Nepal, Congo istruzione, assistenza sanitaria,educazione ai diritti umani, formazione professionale e un microcredito. E in Italia per aiutare le donne che subiscono violenza ad uscirne.


La destinazione del 5 per mille non determina maggiori imposte da pagare.

GRAZIE!

www.pangeaonlus.org

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venerdì, 11 aprile 2008

Il mondo di Iqbal


Il mondo è un luogo davvero terribile dove vivere specialmente per i più deboli e indifesi e che questo sia vero lo testimoniano milioni di bambini ogni giorno veri e propri schiavi in balia della guerra commerciale internazionale.


Le cifre e le statistiche parlano chiaro :1.500 milioni di lavoratori sono disoccupati e vivono nella precarietà, 400 milioni di bambini che rappresentano il 10 % del potenziale di manodopera stimato in oltre 3 miliardi di persone e con un apporto di circa 13.000 milioni di euro annuali al PIL mondiale sono veri e propri schiavi vittime delle multinazionali note in tutto il mondo con produzioni che vanno dagli elettrodomestici alle automobili fino ai tappeti e ai palloni da calcio.


Le leggi del mercato sono inflessibili e a volte spietate certo ma sono leggi fatte da uomini la cui moralità ed etica incide pesantemente sul PIL di una nazione. Servono leggi, organismi di vigilanza, uomini seriamente motivati alla loro applicazione anche nei paesi più sperduti della terra dove la corruzione, la guerra, la fame, la prostituzione sono realtà di ogni giorno.


Serve un’ etica dell’economia, materia cardine da insegnare in tutte le business schools del mondo e soprattutto serve un riscontro economico legato alla politica di rispetto dell’altro, un meccanismo inflessibile che escluda dal mercato tutte le aziende che violino i diritti umani fondamentali. La schiavitù infantile non è solo una piaga, è un meccanismo fortemente antieconomico che relega alla precarietà e alla disoccupazione la forza lavoro adulta, il vero motore dell’economia mondiale.


Lo sfruttamento di piccola manodopera non specialistica, priva di esperienza, maturità, capacità tecniche, forza fisica capacità di contrattualizzazione sindacale relega il mercato all’incertezza e incide sulla qualità dei prodotti creando danni incalcolabili soprattutto dove il reale profitto dovrebbe essere l’obbiettivo primario.


Se l’avidità non è la sola causa di questo fenomeno ci si può porre la questione se questo stato di cose sia voluto, ovvero la povertà di molti rientri in un ben precisa politica globale che a questo punto rasenta l’assurdo. Il sottosviluppo, la disoccupazione, i contratti temporanei, lo sfruttamento dissennato rientrano quindi in un più ampio piano di controllo e di repressione.


Ciò oltre ad essere immorale comunque rappresenta un reale pericolo capace di generare una futura implosione del sistema. E’ innegabile che la futura guerra economica si giocherà tra i supercolossi degli Usa e della Cina e probabilmente almeno speriamo, non si useranno armi convenzionali, ma le vittime sul campo ci saranno lo stesso e le stime fatte non rendono giustizia al problema.


I fenomeni di terrorismo, di instabilità politica, di mancanza di qualità della vita, non rientrano certo nelle dinamiche positive dei sistemi ma sono effetti collaterali innegabili e la cosa più drammatica di tutte incontrollabili. Siamo ancora in tempo a correre ai ripari? Questa domanda dovrebbe occupare le agende, le sedute, i convegni della più alte autorità economiche e se questo non succederà a costo di poter sembrare un pessimista profeta di sventura, la recessione, la paralisi dei mercati e la povertà globale sarà il solo sole che splenderà all’orizzonte.  

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categoria: etica economica


Chi sono

Utente: iannoneg
Sono nata in provincia di Milano nel 1969, vivo in provincia di Torino e sono laureata in Scienze Politiche "indirizzo Internazionale" con tesi di Ricerca su storia moderna e contemporanea dell'Asia.


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