In questi giorni noi europei siamo chiamati a porci questa domanda. Riusciremo a restare uniti ed ad affrontare i problemi che il futuro porta con sè? Ormai l'Europa è una comunità e ciò conporta obblighi , doveri e opportunità; ma come ogni cosa bella va meritata.
La domanda principale che dovrebbe occupare i pensieri di noi europei è: la Turchia è pronta ad entrare nella nostra comunità? La Turchia è un paese a prevalenza musulmana con un diritto coranico stemperato dalla forte esigenza di modernità che da sempre ha caratterizzato il popolo turco. La pace, questa preziosa cosa che tutti desideriamo, perchè sappiamo che è la sola cosa che apporta benessere e progresso è strettamente legata a questa principale esigenza di comunione.
Per le generazioni future che si troveranno a correggere i nostri sbagli e a portare con il loro entusiasmo e la loro forza avanti questo provesso lento e difficile è bene credere che questa speranza ha un senso. Le guerre del passato perchè diventino realmente lettera morta devono cessare prima nel nostro cuore, poi nella nostra memoria e infine nelle tavole rotonde a cui si siedono i nostri governanti.
Sì, c'è speranza per l'Europa!
Una favola russa narra di una ragazza fatta di neve troppo limpida per questo mondo figlia di un'anziana coppia che nella vita era stata molto felice ma non aveva potuto avere figli.
Proprio il desiderio di avere una figlia li spinse a creare una ragazza di neve che per miracolo prese vita.
Snegurochka si chiamava ed era di una bellezza senza pari oltre che diligente, brava e generosa, la figlia che tutti sognerebbero di avere.
Non ostante tutto ciò però presto smise di sorridere e ammalandosi di tristezza si rinchiuse nel silenzio e nella malinconia.
Un' estate un gruppo di ragazze la invitò nel bosco e lei pur non volendole seguire, ubbidendo ai suoi genitori che non volevano che restasse sempre sola e la volevano felice in compagnia, andò anche lei con loro .
Nel bosco accesero un grande fuoco per divertirsi e anche lei iniziò a divertirsi a cantare a ballare ma quando loro saltarono attraverso il fuoco e anche lei le seguì questo le fu fatale perchè era fatta di pura neve e il calore era troppo forte trasformandola subito in una nuvola bianca che si innalzò nel cielo e con un sussurro salutando tutti scomparve nell'immensità.

Storica semifinale per la nazionale turca di Terim questa sera allo stadio di Basilea.
Riuscirà Davide a sconfiggere Golia non ostante tutti i pronostici e la sfortuna che imperversa tra squalificati e infortunati? Quesito da far impazzire i bookmakers e gli scommettitori per non parlare di tutti i tifosi turchi che vivono in Germania.
Comunque i miracoli accadono e la Turchia ha dimostrato di esserne capace. Se la Russia perdesse con la Spagna poi sarebbe davvero una finale memorabile fuori da qualsiasi logica ma non priva del fascino del bel calcio giocato per stupire e divertire. Forza Spagna dunque e naturalmente che vinca il migliore fuori e dentro il campo.
Ricevo e pubblico:
Agli autori, i registi, gli attori, i tecnici, le maestranze, i produttori, agli spettatori, a tutti coloro credono nella tutela degli spazi:
Dopo più di 20 anni di tradizione il riferimento italiano per il cinema indipendente italiano, fonte di ispirazione e incontro, aperto a tutti i linguaggi cinematografici, possibilità per tutti gli esordienti filmmaker... CHIUDE A TUTTI I GENERI e AMMETTE SOLO DOCUMENTARI....?!?
Chiediamo semplicemente di ripristinare il vecchio regolamento e di continuare la tradizione di 25 anni: quella di OSSERVATORIO PER IL CINEMA INDIPENDENTE ITALIANO e POSSIBILITA' PER TUTTI I NUOVI AUTORI;
Vi invitiamo a sostenere questa iniziativa firmando la petizione online che trovate nei siti segnalati;
Nel dettaglio chiediamo all'organizzazione del festival e al Comune di Bellaria IM che lo finanzia un ritorno allo storico bando (pre-2006) e dunque:
RIPRISTINO del Concorso Anteprima: aperto a tutti i generi/formati/durate.
RIPRISTINO del Concorso 150sec a tema fisso.
RIPRISTINO dell'ammissione dei film senza il vincolo dell'anteprima.
CHIEDIAMO inoltre a discrezione dell'amministrazione che speriamo agisca per il meglio, di costruire una direzione artistica o altresì affiancare all'attuale direttore altri co-direttori in modo da garantire una più ampia e corretta valutazione dei materiali filmici inviati;
Le firme verranno consegnate al comune di Bellaria Igea Marina il prossimo inverno sicché sia chiara la volontà di far ritornare il festival alla sua storica, corretta e utile forma;
Sostenete questa iniziativa!
www.salviamoanteprima.tk
www.salviamobellaria.tk
www.fiatlvx.it/anteprima
Il fascino della donna mediterranea ha sempre avuto un grande appeal nell'immaginario maschile. Noi italiane siamo poi nel mondo famose per i nostri grandi occhi scuri e la pelle ambrata che ci contrappone alla donna nordica bionda, dalla pelle color latte e dallo sguardo piuttosto algido.
Da Sofia Loren e Gina Lollobrigida in poi c'è stata comunque un evoluzione nei canoni di bellezza: l'intelligenza e il successo professionale fanno ormai parte del fascino femminile.
Oggi due celebri bellezze nostrane si contendono nel mondo la palma della più bella: voi chi preferite tra Monica Bellucci e Silvia Toffanin? Chi meglio rappresenta la nuova donna italiana?
di Mikhail Sergeyevich Gorbachev
Leggo che la guerra in Iraq è già costata 3 trilioni di dollari. Qualcuno dice 5. Tre mila o cinquemila miliardi di dollari.
Leggo che, se continuiamo a vomitare nell'atmosfera terrestre, ai ritmi attuali, milioni di tonnellate di anidride carbonica per altri dieci anni ( ma è bene che si sappia che in realtà noi stiamo aumentando questo flusso)non riusciremo più a contenere, in questo secolo,l'aumento della temperatura dell'atmosfera entro i due gradi centigradi.
Il che a sua volta provocherà catastrofi climatiche, ambientali, agricole,alimentari che produrranno- dicono gli esperti delle Nazioni Unite- migrazioni di massa di centinaia di milioni di individui, che saranno costretti a fuggure dalle loro regioni inondate dal mareche crescerà di livello o desertificate dal sole, verso aree dove sarà ancora possibile bere acqua potabile e mangiare qualcosa.
Leggo che la domanda di energia stà già ora sopravanzando le nostre capacità di estrarla dalla terra e che tra cinque o sei anni il petrolio che la sola Cina cercherà spasmodicamente sul mercato sarà superiore alla quantità che il mercato offre.
Leggo, e so, che la spesa per produrre nuove armi, incluse quelle atomiche, si sta moltiplicando e si sta moltiplicando a ritmi superiori a quelli della guerra fredda, dalla quale tentai di far uscire il mondo.
Alla luce di queste cifre mi è moolto chiaro a cosa potrebbero servire quelle armi. I più forti pensano di prepararsi alla guerra per consentire a se stessi e ai più ricchi (le due categorie sono in realtà una sola) di mantenere le loro ricchezze e continuare a bere, a mangiare, a esistere.
Ricordo che, quando cominciai il tentativo di riformare l'Unione Sovietica, pensai che la perestrojka ( parola russa che in italiano significa " ricostruzione" )dell'Urss non sarebbe bastata: pensai che sarebbe stata necessaria una perestrojka per il mondo intero.
Invece non c'è stata nessuna perestrojka. Gli Stati Uniti hanno pensato di aver vinto e si sono considerati i padroni. Sono trascorsi 23 anni e il mondo ha continuato a correre verso la distruzione, facendo guerra alla natura. Questo significa che abbiamo proseguito una guerra contro noi stessi, alimentando uno sviluppo insensato che, ormai, è diventato palesemente impossibile a mantenersi.
Nel 1972 il Club di Roma avvertì il mondo che la politica e la scienza avevano quarant'anni di tempo per porre rimedio. Ma nessun rimedio è stato affrontato. E non abbiamo neppure pensato di costruire istituzioni internazionali in grado di prendere le decisioni necessarie mediante consenso e con procedure democratiche.
Leggo che basterebbe una piccola parte di quei tremila miliardi di dollari per salvare milioni di individui dalla morte certa nei prossimi decenni. Ed è evidente che non ci potrà essere pace nemmeno per noi, che ancora possiamo mangiare e bere, se questo diritto vale- il primo dei diritti umani- sarà loro negato. E' per questo dico: fermiamoci. Almeno un attimo, a riflettere.

La lavorazione di Quantum of solace sta volgendo al termine e non ostante i vari incidenti occorsi il bel Daniel Craig sembra intenzionato a dare filo da torcere ai suoi eventuali successori. Sarà lui il James Bond n°23?
Questo interrogativo preoccupa le fans che a quanto pare vivono momenti d'ansia data la spericolatezza del loro eroe. Certo di coraggio ne ha da vendere ma un po' di prudenza non gli farebbe male. Comunque sembra abbia un fisico molto robusto e ottimi riflessi anche se non si risparmia.
© Columbia Pictures/MGM
Uscire dai panni di Bond per girare I, Lucifer richiederà tutto il suo talento e la sua versatilità. Sarà divertente vederlo nei panni di Lucifero in cerca di redenzione.
Secondo indiscrezioni del Sun la canzone tema conduttore della colonna sonora del film dovrebbe essere cantata da Leona Lewis e a breve dovrebbero darne l'annuncio. Chissà!
In Cina è aperta da aprile una mostra a Pechino sulla storia della regione autonoma del Tibet.
Già più di 80.000 visitatori hanno potuto constatare di persona che in Cina il Tibet non è una questione tabù, è semplicemente una regione che chiede più indipendenza dal governo centrale.
La questione politica però è una minima parte del problema, con negoziati seri e ponderati si potrebbe anche in tempi brevi giungere ad un accordo, il problema maggiore risiede nella percezione che i tibetani hanno dei cinesi, visti come invasori, oppressori e limitatori della loro libertà religiosa e culturale. Così forse non è del tutto vero ma il superamento di questo ostacolo è di grande importanza per costruire un futuro pacifico tra il Tibet e la Cina.
Anche da parte cinese c'è una percezione errata della questione: il governo tibetano in esilio in India ha subito un lungo processo di democratizzazione e non va più quindi pensato come il governo teocratico dei secoli passati, visto da Pechino come arretrato e incapace di stare al passo con la modernizzazione.
Il Tibet oltre ad essere una terra meravigliosa è una regione strategica, fondamentale per lo sviluppo economico cinese, e il principio della sovranità e dell'integrità territoriale si opponongono al suo desiderio di indipendenza.
Pechino Palazzo della Cultura delle Nazionalità: da aprile al 27 luglio
Quest'anno la manifestazione sembra caratterizzata all'"affair Stone". L'attrice in un' intervista concessa a Cannes il 22 maggio ha sostenuto che il terremoto del Sichuan è una conseguenza delle cattive azioni del governo cinese contro la regione del Tibet.
''Dopo aver visto la violenza e il sangue in Tibet - aveva detto l'attrice - mi sono interrogata e non riuscivo a capire. Poi c'è stato il terremoto e allora mi sono resa conto che si trattava di karma''
Oltre a non essere stata inivitata quest'anno si valuta di escluderla anche dalle manifestazioni future tanto la gravità delle sue affermazioni ha offeso Pechino. Dior, dopo pressioni cinesi, ha reciso i contratti asiatici con la Stone procurandole un significativo danno economico. Stesso boicottaggio per i suoi films.
Duro con l'attrice anche il popolo del web che critica pesantemente le sue affermazioni forse dettate da leggerezza e incoscienza più che da convinzini profonde poichè è assurdo ritenere realmente che la morte di 70.000 cinesi innocenti per la maggior parte contadini, donne e bambini, possa in alcun modo punire il comportamento di una ristretta cerchia di cinesi. Anche il karma ha le sue leggi e il male si riversa su chi lo fa e non sugli innocenti.
''Il nostro atteggiamento è fermo. Sharon Stone aveva partecipato l'anno scorso al Festival. Allora era nostra amica. Ma ora noi siamo indignati per quello che ha detto a Cannes. La signora Stone avrebbe dovuto rispettare i sentimenti del popolo cinese e mostrare compassione per chi ha subito il terremoto'' ha affermato il portavoce della rassegna.
sito della manifestazione ( in inglese)
Mentre tutti i principali blogs politici statunitensi si chiedono se sarà Caroline Kennedy la nuova vice Obama, rendendo la sconfitta della signora Clinton ancora più umiliante, io mi chiedo quale sarà il vice McCain e penso subito alla signora Rice: nera, donna, e sicuramente con un carattere d'acciaio.
Vediamo un po' chi è Condoleeza: sicuramente ha un padre che amava la musica, e sembra che sia un' ottima pianista.
Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Denver, è del 1954 quindi un po' più anziana ma non tanto di Barack Obama, 66° Segretario di Stato degli Stati Uniti, prima donna che c'è l'ha fatta, "yes we can..yes I did" a dimostrare "noi republicani siamo più femministi di voi", nubile e senza figli, inizia la carriera accademica all'Università di Stanford, ed in seguito è stata rettore della stessa dal 1991 al 1993.
Di religione presbiteriana, nata in Alabama,
forse troppo coinvolta con la guerra in Iraq ma i conservatori considerano sacra la lotta contro il terrorismo e si dimenticherebbero di Bush molto presto .
Comunque Obama deve far conto che dopo una campagna così aggressiva contro la Clinton, i suoi elettori faranno fatica a votarlo, e temo che questo pregiudichi parecchio la sua vittoria.
Ma la scelta della Kennedy come vice forse darà forza al suo sogno.
La Kennedy è sicuramente una candidata ideale alla vicepresidenza:è una Kennedy che ricorda molto suo padre,è laureta ad Harvard e in legge alla Columbia.
E’ un avvocato, editrice e scrittrice; presidente della Fondazione Kennedy Library, è cattolica, sposata con figli, è del 57 quindi solo un po' più vecchia di Obama, molto amata per il suo impegno sociale e in favore dell'infanzia, ha scritto due libri sui diritti civili, è sobria ed elegante, non ha scandali da farsi perdonare.
Tutto sta a come la Clinton affronterà questa scelta. Potrebbe chiedere gli esteri o la sanità, o ritirarsi dallo "staf presidenziale" in attesa di sostenere magari la figlia. Sarà interessante vedere gli sviluppi dei prossimi giorni.
Il terremoto che ha colpito al cuore la Cina e si è portato via 70.000 persone è davvero la più grande sciagura che poteva colpire questo paese che si apprestava con tanto entusiasmo a festeggiare ad agosto i giochi olimpici.
La questione tibetana appare di colpo sullo sfondo una questione risolvibile con buona volontà e sacrifici da entrambe le parti ma il Sichuan è una terra di macerie, la potenza di distruzione con cui il terremoto si è abbattuto lasciando dietro di se tanto dolore e incredibilmente tanta solidarietà, ha davvero qualcosa di sovrannaturale.
Nella storia della repubblica, mai i cittadini si erano potuti organizzare autonomamente e partecipare ai soccorsi. Mai un presidente cinese si era recato sul luogo del disastro a rischio
della vita per le numerose scosse di assestamento, per organizzare i soccorsi e testimoniare la gravità del dramma alle autorità di Pechino.
Il governo centrale per la prima volta nella sua storia ha posto in secondo piano le sue esigenze di autonomia e sicurezza a favore della salvezza della vita dei cinesi superstiti. La teoria politica si è piegata alla concretezza, e questa trasformazione depone a favore della certezza che l'immobilismo cinese stia sul serio sgretolandosi lasciando aperta la strada verso la modernità.
Mancano ormai poche settimane alle Olimpiadi ed oltre 21.500 giornalisti stranieri giungeranno in Cina per i Giochi, in programma dall'8 al 24 agosto.Il Premier cinese ha detto: “Noi diamo il benvenuto ai giornalisti internazionali di tutti i paesi." riferendosi ai giornalisti giunti per documentare i danni del terremoto ma le preocupazioni del comitato internazionale dei giornalisti ora si sono spostate e proiettate ad agosto.
A mio avviso è un falso problema in questo frangente ma la libertà di stampa in Cina è sempre stata una questione delicata soprattutto per i giornalisti cinesi. Le indicazioni del comitato sono in questa direzione soprattutto atte a tutelare i propri assistenti cinesi e le proprie fonti che potrebbero incorrere nell'arresto se sorpresi a divulgare notizie riservate o a trattare temi sensibili.
"I giornalisti che giungono in Cina dovrebbero essere consapevoli dei rischi che possono correre le persone che loro assumono o intervistano, così come dei rischi che loro stessi corrono".
Temi sensibili sono considerati:
Support & Love for Sichuan Quake Victims
Ieri 6 giugno 2008 si sono aperti i lavori del 12°International Economic Forum di St. Petersburg che si concluderanno l'8 e riuniranno più di 8.000 operatori del settore.
L'elite del mondo degli affari, i ministri e gli alti managers statali discuteranno del deficit delle materie prime, delle scorte alimentari, dei cambiamenti climatici dovuti all'inquinamento, dell'integrazione delle economie mondiali e cercheranno di sviluppare un modello capace di coordinare gli interessi nazionali sia dei produttori che dei consumatori.
In accordo con il ministro russo per lo sviluppo economico Elvira Nabiullina
circa 120 delegazioni straniere si sono accreditate. Nabiullina discuterà con il U.S. Commerce Secretary Carlos Gutierrez una potenziale "cooperazione economica" tra i due paesi e i termini dei reciproci investimenti.
Tutte le unità di polizia dipendenti dal ministero degli interni sono all'erta per garantire la sicurezza del forum e il ministro russo degli interni Rashid Nurgaliye
coordinerà personalmente più di 13.000 unità tra polizia e truppe dell'interno.
Sono molte le presenze eccellenti della finanza e dell'imprenditoria mondiale Fra gli italiani, l'amministratore delegato dell'Enel Fulvio Conti, il numero uno di Eni Paolo Scaroni, forse,l' amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne per presenziare alla firma di un accordo per la creazione di una "joint venture" tra Severastal-Avto e Fiat Power Trin Technologies per
la realizzazione di un nuovo motore diesel.
Tra le presenze internazionali il presidente della Coca Cola Muhtar Kent,
al patron della catena Harrods Mohammed Al Fayed, al presidente del consiglio di amministrazione di Intel Craigh Barrett, al direttore generale di Jp Morgan James Diamond, il presidente del consiglio di amministrazione della compagnia aeronautica canadese Bombardier, Laurent Beaudoin.
Tra i russi il numero uno di Gazprom Alekesei Miller, il multimiliardario Roman Abramovich, l'amministratore delegato di Sberbank - uno dei principali istituti di credito russo -
German Gref, ex ministro dell'economia, il capo dell'ente elettrico russo Anatoli Ciubais, il numero uno di Sukhoi Mikhail Bogosian.
I lavori si svolgono nel grande centro fieristico Lenexpo. L'anno scorso il forum si era concluso con un volume di contratti per 13,5 miliardi di dollari ma quest'anno le previsioni sono ben più favorevoli.
Nel discorso di apertura dei lavori del forum il presidente Dmitri Medvedev ha utilizzato toni molto critici verso l'attitudine degli Stati Uniti a voler risolvere i problemi unicamente con le sue forze considerando questo una delle sue principali debolezzae e nello stesso tempo una delle cause principali della crisi globale in atto.
Medvedev ha ribadito che l'America da sola non può farcela a risolvere la crisi finanziaria corrente e che se non si corre ai ripari al più presto la crisi finanziaria attuale potrebbe diventare davvero la peggiore della storia.
Il 2007 è stato un anno di recessione a detta di alcuni economisti paragonabile solo alla Grande Depressione del 1930. Il tasso di crescita ha rallenatto drammaticamente. Il nazionalismo economico di alcuni paesi è l'ostacolo maggiore, e sta rallentando lo sviluppo economico mondiale. "Alcuni paesi stanno cercando di proteggere i loro interessi senza condividere i benefici con i paesi vicini. Io non penso che tale soluzione sia la migliore per risolvere tale crisi". In particolare cita la decisione di alcuni governi di adottare misure protezionistiche per arginare l'aumento dei prezzi agricoli.
Come soluzione la Russia è pronta a prendere parte alla creazione di nuove regole economiche: " La Russia è un operatore economico globale oggi. Consci delle nostre responsabilità nei destini del mondo noi desideriamo contribuire a creare nuove regole non per mire e ambizioni imperialistiche ma perchè noi abbiamo concrete opportunità e risorse in questo paese". Inoltre propone di concordare una conferenza globale a Mosca per discutere le questioni poichè urgono nuovi strumenti liquidi di investimento.
Giorgio Armani ad oltre 70 anni grande appassionato di basket è passato da main sponsor a proprietario dell'Olimpia Milano,il club più titolato del basket lombardo.
Lo stilista dovrebbe pagare circa 4 milioni di euro per la società ricoprendone il ruolo di presidente senza tuttavia avere incarichi operativi, per evitare che la sua relativa poca esperienza nel mondo del basket possa risultare controproduttiva.
Entro la prossima settimana verrà fatto il prossimo organigramma di Milano. Lo stile Armani è
inconfondibile.
Il Gruppo Armani è tra le aziende della moda e del lusso più solide, leader nel mondo con 5.000 dipendenti e 13 stabilimenti di produzione.I
l Gruppo Armani ha inoltre annunciato l’intenzione di aprire una prestigiosa catena di hotel e resort di lusso nelle più importanti città e destinazioni turistiche del mondo.
L’apertura del grande spazio Armani di via Manzoni a Milano, il ristorante Nobu, dove poter gustare la più raffinata cucina giapponese.
C'è poco da dire McCain è un eroe e l'America ama gli eroi. Specie se tormentati, vincitori più di sè stessi, degni di grandi sfide. L'America è la terra dell' eroe solitario che cavalca verso il tramaonto magari a testa bassa e meditando sul prezzo pagato e sul coraggio a volte sprecato in cause perse. Mccain è nato in una famiglia di militari, ammiraglio era il nonno, ammiraglio nella U.S. Navy era il padre ed è un veterano della guerra in Vietnam:
è stato prigioniero, torturato, è pieno di cicatrici e tutti i reduci d'America guardano a lui, dicendosi forse ci riscatterà, non siamo oggetti inutili usati e poi abbandonati. La psicologia del reduce è complessa e oscura non scevra di rabbia e di insoddisfazione. Un militare resta un militare per tutta la vita anche se cambia la divisa per giacca e cravatta e indossa un sorriso bonario. Un militare sa di dover essere pronto a sacrificare la vita per la sicurezza dei civili. Questo è il "nemico" con cui se la deve vedere Obama.
Qualcosa nel mondo islamico sta davvero cambiando e anche il dialogo interreligioso sta assumendo nuove forme. In Arabia Suadita sono iniziati i lavori della prima conferenza sul dibattito interreligioso tra musulmani, cristiani ed ebrei per proporre al mondo il vero volto dell'Islam: tollerante, morale e giusto.
Organizzato dalla Lega Mondiale Islamica o Rabita da Rabita al-Alam al-Islami, l'incontro si propone come alternativa civile allo scontro di civiltà che sembra esserci in atto più per motivazioni economiche e politiche che per vere e proprie dispute teologiche.
Il meeting assume anche una funzione preparativa all'interno del mondo musulmano per iniziare un dialogo con le altre religioni. Tra i partecipanti anche l'ex leader iraniano, lo shiita Rafsanjani e
il leader rappresenattivo del mondo culturale sunnita lo scieicco Sayyid Tantawi della Al-Azhar University.
La conferenza fa parte degli strumenti con cui il re Abdullah, capo del paese islamico più conservatore accusato di non permettere al suo interno alcuna libertà religiosa, intende portare l'Arabia Saudita verso le riforme, seppur limitate.
L' America non era pronta ad una donna al vertice.
Hillary si è arresa e ora forse giocherà in difesa come vicepresidente,
la scelta più ovvia previe discrepanze caratteriali con Obama, ma nello stesso tempo la più improbabile .
Barack e Hillary, la strana coppia, hanno troppe divergenze anche se in un certo senso si compensano e un tandem presidenziale come il loro potrebbe a parte le scintille, avere dei risvolti positivi, sempre che Barack ami avere al suo fianco un vice così competitivo che certo non assumerà il basso profilo e il suo ego non gli imponga dia ffiancarsi collaboratori più mallealbili che non lo mettano in ombra, oltre al fatto che forse la Clinton non scalpita per una tale sistemazione. Tutti gli analisti politici sanno quanto il ruolo del vice sia ingrato e frustrante.
Ora lo scontro politico si sposta tra Barack e Mccain.
Due uomini, due filosofie di pensiero, due mondi contrapposti, addirittura due generazioni a confronto: 1961 Obama vs 1936 John Mccain.
McCain è un outsider, uno strano conservatore con solidi valori cari alla destra, ma realisticamente portato ad una sua autonoma filosofia di pensiero: ha votato contro la messa fuori legge dei matrimoni gay; ha votato contro i tagli alle tasse chiesti da Bush; si è alleato con il liberal Ted Kennedy per legalizzare i 12 milioni di immigrati fuorilegge; ha definito il telepredicatore Pat Robertson, leader della destra religiosa, "un agente dell'intolleranza".
Obama è un liberal più convenzionale: un golden boy, molto fotogenico, ottimo conferenziere, disinvolto, sorridente,
ha una bella famiglia, ottimi studi, senso dell'umorismo, un background interessante. Ha vissuto sulla sua pelle cosa significa essere "diverso", cosa significa non sapere che identità assumere.
Trasforma i suoi punti di debolezza in punti di forza, ha carisma, è preparato, affatto dedito a difendere solo gli interessi dei ricchi&potenti.
L'Africa guarda all'America e in un certo senso il partito degli "afro" sparsi nel mondo considererebbe una sua vittoria una pietra miliare nella loro tormentata storia.
Non abbiamo avuto un papa "nero", cosa significherebbe un presidente americano "nero" che per giunta ha per secondo nome quello di Hussein?
Quello che è certo gli attacchi a sfondo razzista dovranno essere banditi e il luogo comune nero = povero e sfigato andrà abbandonato.
Che consigli dare ad Obama? Puntare tutto su "young is better" meno problemi di salute, più forza fisica, più memoria, più comprensione per le tematiche giovanile, più entusiasmo. Più foto in maniche di camicia e senza cravatta: chessò giocando a pallacanestro nei ghetti, facendo jogging, promuovendo la cultura, l'ambiente, la musica, assumendo il gergo giovanile, facendo chiarezza nel mondo delle bande, dando speranza ai giovani poveri ed emarginati: se c'è l'ho fatta io...
Il sogno americano dovrà far dimenticare il periodo di recessione e promuovere una nuova America: pacifista, tollerante, non demagoga, non autoritaria. Un America come terra della libertà e delle opportunità che la pianti una volta per tutte di esportare il suo stile di vita nel mondo con l'arroganza della ricchezza e della superiorità militare.
Mccain starà a guardare? Ne dubito fortemente ma siamo solo all'inizio e almeno avremo il vantaggio di ironizzare un po' sui difetti di entrambi.
Il suicidio è una malattia e le cause della stessa siamo molte volte noi a provocarle con i nostri atteggiamenti dissennati o a volte semplicemente miopi. Ieri in Pakistan alla vigilia di un processo d'appello in Danimarca contro un giornale che pubblicò nel 2005 caricature che i musulmani considerano «blasfeme» contro Maometto
,un attentato suicida con un'autobomba davanti all'ambasciata di Danimarca ha provocato la morte di almeno dieci persone ed il ferimento di altre 20. Io da credente mi interrogo se una vignetta "blasfema" può innescare tanto dolore. Personalmente le vignette incriminate non mi fanno nè ridere nè arrabbiare, rivendico il diritto di libertà creativa, satira e trallaralà, ma per alcuni Maometto è un profeta, una persona da prendere seriamente, su cui non ci si può scherzare. Urtare la sensibilità religiosa di alcuni è un crimine? Per cercare un vero credente dobbiamo cercarlo tra i musulmani? Noi critiani a che posto siamo nel cuore di Dio? Ironizzare sulla vergine Maria ci crea imbarazzo? Papa Benedetto scomunicherebbe qualcuno che tramite la pacifica arma della vignetta lo facesse? In Danimarca c'è qualche cristiano? Tollerante, lungimirante, sensibile, inteligente? Perchè provocare in modo così arbitrario correndo il rischio di vilipendio della fede altrui? Non so, come sempre sono più le domande delle risposte. Personalmente chiedo scusa ad ogni musulmano che si è sentito offeso o ferito, a Maometto
che dal Paradiso forse sorride della nostra stupidità e torno a chiedermi su cosa si può scherzare e su cosa no? Molte scuole di umorismo, consideriamo solo quello hiddish, sanno scherzare sull'Olocausto, su Abramo, Su Dio che gioca a carte, certo gli ortodossi rabbriviscono quasi quanto coloro che si sentono offesi dalle vignette danesi, ma la libertà ha ancora un senso? Sinceramnete brucereste come eretici nelle pubbliche piazze i vignettisti danesi che hanno scherzato troppo e forse male. Deridere intransigenza, fanatismo, stupidità era il loro vero obbiettivo, lungi da voler offendere Allah?. Propendo per questa interpretazione e spero che siano anche molti altri a farlo.
Che America avremmo se Hillary Clinton diventasse il primo presisdente donna della storia di questo amato-odiato paese? Che mondo avremmo? Migliore, peggiore, non cambierebbe nulla? Bisognerebbe avere la palla di vetro per rispondere a queste domande e io non credo nella divinazione ma mi attengo ai fatti. Innanzi tutto la signora Clinton ha dalla sua l'esperienza, come moglie di un presidente sa cosa c'è dietro le quinte della politica americana, e cosa strana ha mantenuto in parte gli ideali e l'entusiasmo di quando era una giovane studentessa che sognava per sè un brillante futuro. Può ciò bastare? Non lo so ma è già tanto. Non ha l'ipocrisia o la scaltrezza di molti politici ma ciò non può che giocare a suo favore, catturando la simpatia di molti e dando lavoro ai cronisti a caccia delle sue gaffes. Da donna ho sempre sognato una donna presidente in un paese così potente come l'America, potrebbe fallire e rivelarsi mediocre o poco "autoritaria" nel senso inascolatata ma bene o male un presidente è un presidente e la Merkel in Germania non penso che sia giudicata politicamente perchè indossa tailleurs. Hillaty ha conservato un che di naif con smorfie etc...poco presidenziali...ma di sicuro sintomo che è reale, vera e gioca poco a fare la superdonna, anche questo un punto a suo favore. E' pragmatica, forse poco creativa e fantasiosa ma non è detto che questo sia un must di un buon politico. A molti risulta antipatica, ma più della Thatcher mi sembra impossibile; i latinoamericani la amano e il loro voto conta molto in America, il sudamerica ha grandi speranze riposte in lei, così come molti afroamericani che giudicano Obama troppo ingessato. Poi è una signora , cosa che negli stati del sud ha ancora un peso, in più ha cresciuto una figlia facendola sopravvivere ad una presidenza, scherzo non da poco se teniamo presente tutte le restrizioni alla libertà che hanno gli inquilini della casa "blindata" bianca. Se fossi americana il cervello mi direbbe di votare per Obama ma il cuore penso mi farebbe scegliere lei. E'una sfida, certo un azzardo forse, ma se non ci riesce lei a cambiare l'America non ci riuscirà nessuno. Forza Hillary dunque!

Si è aperto oggi a Roma il Summit sulla crisi alimentare mondiale della FAO e molte proposte sono state fatte dai leaders mondiali, a mio avviso il problema principale che affligge il sistema va ricercato nell'esagerata indifferenza con cui si tratta il problema.
Abolire gli sprechi sarebbe di per sè già una scelta efficente, se calcoliamo quante derrate alimentari vanno sciupate per politiche assurde o proprio solo per trascuratezza, le cifre farebbero impallidire chiunque.
Porre fuori dalle logiche di mercato i beni alimentari oltre che un dovere morale verso tutti coloro che soffrono la fame è un' altra soluzione economica efficente. Basta una ciotola di riso per garantire anche il minimo stato di sopravvivenza, ed è "scandaloso" che la semplicità di questo discorso non sia compresa.
Oltre ai maggiori investimenti, alle innovazioni tecnologiche, non sarebbe male sospendere le "guerre in corso" per quanto questa soluzione sia inverosimile è sicuramente una delle cose principali da fare.
Le alluvioni, le carestie, le cavallette, possono essere eventi imprevedibili...ma le guerre sono controllabili e causano aumnenti incontrollati dei prezzi che se incidono sui beni alimentari pregiudicano la sicurezza della vita stessa.
Ci attendono grandi sfide verso il 2030, anno che dovrebbe essere uno spartiacque, tra la crisi attuale ed una leggera ripresa o un crollo definitivo dell'economia.
Le scorte esistenti se ben ditribuite sarebbero più che sufficenti al sostentamento globale, ma l'impreparazione e l'inefficenza sono due minacce che vanno considerate alla stregua del furto o dell'strafogamento di alcuni e della fame di altri.
Non è in gioco solo la giustizia, è in gioco la sopravvivenza per cui è bene riorganizzare le strutture che già ci sono rendendole migliori è più mirate.
Non è facile, ci vogliono menti capaci e fattive che sostituiscano la teoria con la realtà concreta dei singoli casi. Se ai prossimi congressi della FAO parlassero i contadini sono certa che si sentirebbe molto più buon senso.
Titolo originale: Alexandra
Regia: Aleksandr Sokurov
Interpreti: Galina Vishhnevskaya, Raisa Gichaeva, Vasily Shetsov
Origine: Russia, 2007
Non amo particolarmente i fim di guerra o perlomeno i film che descrivono scene di combattimento con eroismi al seguito, ritenendo che nel mondo reale solo i "pazzi" possono affrontare una guerra senza paura e vedere con disinvoltura stragi e massacri.
La guerra è sangue sparso e poco altro e certo finchè non si troverà il modo di risolvere civilmente le controversie sarà sempre di attualità, comunque dato che il cinema indaga tutti gli aspetti della vita è normale che ogni tanto si occupi di guerra.
Sinceramente avevo delle perplessità ad andare a vedere un film sulla seconda guerra cecena ma vedendolo del conflitto e delle sue cause si parla poco , più che altro si analizza la guerra in sè come concetto, o meglio cosa la guerra fà agli uomini e alle donne che tocca. Di Sokurov conoscevo Arca Russa e perciò mi sono fidata. 
Innanzitutto è in russo con sottotitoli e avendo studiato un po' la lingua e capendo una parola su cinque, mi sono accorta che i protagonisti erano veramente notevoli e molto espressivi. Galina Vishnevskaya vedova di Rostropovich è una leggenda dell'opera russa e spaventa per la bravura con cui rappresenta l'archetipo della "madre russia" con ben più coraggio di quello di un intero esercito.
Attraversa un campo militare e passando distribuisce cibo e carezze, con ruvida gentilezza. La sua "missione" è salvare il nipote Denis che si sta perdendo in quel clima di odio e violenza, e sebbene non è chiaro se ci sia riuscita o meno e si ha più la sensazione che ci morirà nella sua divisa, qualcosa si sblocca nella mente almeno degli spettatori.
Molti piangevano e questo me lo fa definire un film "terribile", terribile per l'odio presente negli occhi del ragazzo ceceno al mercato che guarda la donna russa e non le vende le sue sigarette. I ceceni vogliono la "libertà" e Alexandra gli dice che ne hanno molta più di lei.
La libertà è un concetto astratto che materialmente si esprime nella possibilità di essere se stessi, poter pensare, parlare, agire senza vincoli e costrizioni. Il principio di autodeterminazione dei popoli è un principio di diritto internazionale, e a tutta prima determina che il popolo ceceno sia l'aggredito , l'occupato, e i russi siano i "cattivi" anche se di cattivi almeno in questo film non ne ho visto neanche uno.
Alcuni ritengono che la Cecenia sia un crocevia del traffico d'armi e di droga, un paese di terroristi e delinquenti ovvero un paese popolato da nemici ma è interessante che questa visione delle cose sia prevalentemente maschile, gli uomini vedono negli altri nemici, le donne vedono negli altri, sorelle, figli, e in questo film incredibilmente "femminista"
questo messaggio è starordinariamente evidente.
Le donne si sanno mettere d'accordo, se ne fregano beatamente delle barriere politiche, degli odi di razza, e di qualsiasi altra cosa, le donne sono prevalentemente madri sia che abbiano o no partorito figli.
Ecco questo paradosso in un certo senso l'ho trovato espresso nel film...sapete distruggere ma poi sapete costruire? ...uccidere è facile...far vivere no...
Un'altra frase che mi ha colpito è tratta dal colloquio tra Alexandra e il ragazzo che l'accompagna al campo di ritorno dal mercato, riferendosi ad una vecchia giapponese dice che la sola cosa da chiedere a Dio è la forza della "ragione", e in questo mondo non credo ci sia un messaggio più vero, i pazzi fanno più danni dei malvagi e questa legge purtroppo è la più drammatica verità che c'è.

"Il presidente Ahmadinejad non ha chiesto incontri né con le autorità italiane né con il Papa, prenderà solo parte al vertice della FAO" ha riferito il portavoce del governo di Teheran, Gholam-Hossein Elham.
L'unico appuntamento confermato, oltre ai lavori del vertice FAO previsti dal 3 al 5 giugno, sembra essere l' incontro di Ahmadinejad con rappresentanti di grandi aziende italiane, promosso dall'Ambasciata Iraniana a Roma e dalla Camera di commercio italo-iraniana per il pomeriggio del 3 giugno.
La Giornata nazionale del malato oncologico inizia il 31 maggio 2008 alle ore 10 nell’aula San Raffaele dell’Istituto scientifico Universitario San Raffaele IRCCS a Milano.
Si conclude domenica primo giugno, intorno alle 13, sulla Spianata del Buon Samaritano con la consegna dei “cedri d’oro”.
Ieri ho visto al cinema il film Gomorra in concorso al Festival di Cannes e in tutta sincerità l'ho trovato un buon film.
Buono nel senso di onesto, moderato e niente affatto violento. A dire il vero mi aspettavo più "violenza" dato il tema e con questo termine non intendo solo morti ammazzati, ma linguaggio, immagini, filosofie di vita dei personaggi.
La scena che mi è parsa più significativa oltre al ragazzo che si allontana a piedi in autostrada dopo la sua dichiarazione di indipendenza " io sono diverso da te" e stata quella forse poco celebrata della tigre di maolica con le sue fauci e poi il passaggio allo sbadiglio della signora anziana a richiamare il tema.
Invecchiare a Napoli non deve essere facile ed è buffo perchè dal poco che la conosco è una città solare, piena di cultura, crocevia di ingegni e di laboriosità. E' la terra delle mie vacanze, conosco Salerno, Procida, Agropoli, Nocera Inferiore e in tutti i miei ricordi non ho mai visto uno spacciatore per ironia della sorte ne ho più visti a Torino dove vivo.
Recitato in napoletano da attori coraggiosi che ci hanno messo la faccia avrei evitato i sottotitoli ma forse per qualcuno il napoletano è arabo. Cosa non mi è piaciuto? Non saprei forse avrei dato più spazio alla gente per bene di Napoli velatamente presente nel padre cha lavora all'ospedale e non trova lavoro per il figlio, la madre con il marito in carcere che non vuole perdere il figlio vedendolo ripercorrere gli stessi errori del genitore, il ragazzo che dice "non ci sto" e pianta in asso l'uomo di successo esperto in stoccaggio di rifiuti tossici, il sarto che preferisce fare il camionista e vede in tv un suo modello d'alta moda in dosso ad una star e sorride.
Ho riconosciuto le musiche di Gigi d'Alessio, e ho sorriso pensando a come è difficile cantare canzoni d'amore in un mondo dominato così tanto dal "non amore".
La scena finale dell'esecuzione dei due ragazzi che poi termina con la ruspa che se li porta via mi ha colpito per il fatto che per ucciderli ci siano voluti tre, quattro, cinque uomini armati quando quei due erano innoqui quanto due pulcini...Non so, le regole del crimine organizzato stanno cambiando e in peggio. Una volta senza droga, donne e bambini non venivano toccati , oggi servono di lezione, bisogna fare punti, uccidere per sopravvivere e mentre i poveri si uccidono i capitali vengono investiti in imprese "oneste": questo a mio avviso è il motivo che ha reso l'autore del libro da cui è tratto il film così inviso.
Ho pensato a Scarface,
al Padrino, al giorno della civetta, ai classici film d'impegno contro le mafie e sebbene odi questa parola e la sostituirei con "guerra dei poveri per la sopravvivenza" mi sono trovata davanti all'imperativo morale di pormi delle domande. Io per i miei studi ho affrontato i temi legati alle mafie cinesi del XX secolo e penso che per Napoli ci sia speranza. Anche il più feroce mafioso penso voglia per il figlio un destino diverso che uccidere ed essere ucciso, bisogna dargli un' alternativa, un incentivo alla legalità, la forza di rinunciare a faide e denaro facile per veri valori.
Non credo ai luoghi comuni, i "mafiosi" sono uomini non animali e con questo non mi sogno minimamnete di difenderli o di trovare attenuanti ai loro atti criminosi ma è un fatto che nelle loro guerre fratricide sono loro a morire, sono loro a pagare il prezzo più alto, vivono vite d'inferno senza riscatto, vedono i loro cari trucidati, sono schiavi di leggi spietate e altri si godono i frutti del loro dolore...non è giusto...
Se posso aggiungere un tocco ironico finale in tanto cupo pesimismo..il gioco di parole Gomorra /Camorra mi ha fatto venire in mente Murakami quando prende in giro la jakuza, ben più violenta e spietata della mafia napoletana, a mio avviso ma è solo un opinione personale, non trovando che una classifica tar le mafie più violente abbia un senso, e mi sono detta sì c'è speranza, i giovani capiranno, i giovani avranno il coraggio di dire basta.
Il tema dell’economia in Gandhi
Tendenzialmente, come molti economisti, riteneva che la debolezza economica fosse causa di squilibri e di danni anche per le parti ricche e prospere della società. Gandhi analizzò due stadi di debolezza economica, la “povertà” che consente una vita decorosa pur privi di mezzi e la “miseria” che degenera in denutrizione e morte.
La povertà genera violenza. Questa semplice legge aiuta a capire come per far finire la logica della guerra sia necessario un cambiamento sociale e un rinnovamento economico con una più equa ridistribuzione dei beni opponendosi alla logica dell’avidità e della sopraffazione. Ogni guerra nasce, si sviluppa, termina per motivazioni economiche.
Qualsiasi altra causa apparente è solo illusione. La retorica nazionalista, il nemico come essere malvagio, l’odio su base etnica sono tutte false apparenze che mascherano il desiderio di accaparrare materie prime, depredare, togliere con l’uso della forza agli altri beni che a noi sembrano vitali. Tutto un gioco di specchi che ha per motore la paura, della morte e della sofferenza.
Questa paura genera più morte e sofferenza di quanta ne esisteva precedentemente e invece di attenuare la povertà l’accresce. Le armi sono oggetti che di per sé tendono ad essere distrutti, le persone in guerra non producono beni, non lavorano i campi, non costruiscono, non sono fattori produttivi di nessuna economia.
I morti che le guerre lasciano dietro di sé anch’essi non sono fattori produttivi, per cui da un semplice discorso logico e sterilmente scientifico, la guerra è un grave male economico. Distrugge le infrastrutture, rallenta i cicli produttivi dei tempi di pace, crea un meccanismo di vendetta ed odio che innesca all’infinito nuovi focolai di crisi. La cinica affermazione che dopo una guerra ci sono meno bocche da sfamare non trova riscontro se si analizza che nei periodi di guerra il tasso di natalità tende a crescere piuttosto che a diminuire.
Concetto di economia ecologica
Per molto tempo, specialmente in passato, la questione ecologica è stata trascurata finché non si è globalizzata ovvero ci si è accorti che alcuni danni ambientali come l’effetto serra erano causati dalla somma di tante emissioni di gas nocivi provenienti da diversi paesi che fino a quel momento non si erano affatto posti il problema che danneggiando gli altri danneggiavano loro stessi.
Quando un fenomeno acquista dimensioni simili è difficilmente ignorabile e necessita di soluzioni eque e sostenibili ponendo anche un forte principio di responsabilità verso le generazioni future che potrebbero nascere malformate, o non nascere più del tutto.
. L’impatto ambientale non è ancora un costo ma è già una voce importante nei bilanci di molte aziende, sgravi fiscali, agevolazioni, pubblicità positiva sono legate a quelle aziende che mantengono uno standard alto di diminuzione del disagio ambientale e di tecniche anti inquinamento. Sembra strano che proprio Gandhi precorrendo i tempi iniziò a parlarne e a teorizzarlo, ma il concetto di economia ecologica iniziò a diffondersi grazie a lui.
Il fenomeno della globalizzazione così attuale nel mondo contemporaneo aveva per Gandhi un alto contenuto mitico. I miti da sempre consentono di riprodurre sempre lo stesso modello e sono spesso fondamentali nell’immaginario comune. La presunzione di costruire un’ economia globale genera errori globali. Errori non correggibili perché mancano di razionalità. A contribuire alla diffusione del concetto di globalizzazione oggi senz’altro è stata l’evoluzione dei sistemi di informazione.
Al giorno d’oggi infatti l’informazione ha assunto un ruolo fondamentale nel sistema economico. Lo sviluppo tecnologico, la velocità di diffusione delle notizie, l’opinione pubblica sempre più preparata e documentata e difficilmente manovrabile e strumentabilizzabile, hanno rivoluzionato il concetto stesso di telecomunicazioni. Un fatto che accade nella lontana Cina può essere comunicato in tempo reale in qualsiasi angolo del mondo generando analisi, valutazioni, curiosità. Il classico villaggio globale non è più un utopistico artificio concettuale è una realtà quotidiana.
In conclusione il paradigma gandhiano ci invita a compiere senza costrizione una scelta di semplicità volontaria e ci ricorda che anche un sistema economico può essere ispirato alla non violenza come nel caso dell’economia no profit.
La mia migliore amica dei miei 11 anni si chiamava Anna Frank. Leggengo il suo diario scritto alla sua immaginaria Kitty provai la sensazione che si rivolgesse espressamente a me o meglio che il tempo non esistesse e un senso di continuità e comunione ci unisse.
Per me è stata davvero un' amica nel senso più vero del termine. Ho imparato molto da lei e cose del tutto inattese dato e considerato il triste esito della sua breve vita. Ho imparato l'allegria, l'ironia, e l'amore per la scrittura.
Ormai sono passati molti anni e la copia del suo diario è un po' sgualcita e da anni non ne sfoglio le pagine ma il ricordo di questa strana amicizia è ancora forte. Gli anni delle medie sono anni difficili, si passa dall'infanzia all'adolescenza e degli adulti non si ha grande stima nè fiducia, un coetaneo a volte può fare miracoli e per me Anna è stata una guida.
Anni dopo studiando la storia mi sono trovata a studiare anche il periodo storico in cui visse e ad analizzare gli errori e gli orrori delle idologie, nel senso di idolatrie. Adorare un essere diverso da Dio, come Adolf Hitler, o Stalin o Paperino porta alla catastrofe e la shoa in un certo senso non è che la conseguenza di questo.
Chi adora ciò che non è Dio può compiere qualsiasi atrocità. Grazie ad Anna non ho mai pensato che un popolo come quello tedesco avesse in sè il germe della follia, tutti gli esseri umani sono vittime degli stessi mali e se mi chiedessero se provo odio per i grandi dittatori della storia direi in tutta sincerità di no.
L'odio non mi appartiene, nè la vendetta, ho poca memoria per certe cose ma ricordo le cose belle, questo sì, ricordo quello che basta ad essere felici in questo mondo dove la felicità è un lusso tropppo raro. Se avete figli adolescenti, consigliategli di leggere il Diario di Anna Frank credo sarà per loro un grande sostegno anche nella loro vita di adulti.
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